ASSEGNO DI INCLUSIONE: LE NOVITA’ DEL 2026

L’Assegno di Inclusione (ADI) è uno strumento pensato per combattere la povertà e l’emarginazione sociale. Questa misura ha preso il posto del precedente Reddito di Cittadinanza, ma con criteri più restrittivi e rivolgendosi a una platea di beneficiari più limitata.

Introdotto con la legge 3 luglio 2023 n. 85 e attivo dal 1° gennaio 2024, l’ADI è destinato esclusivamente ai nuclei familiari che presentano particolari caratteristiche, come la presenza di persone con disabilità, minori o individui con più di 60 anni.

Per ottenere il beneficio è necessario partecipare a un percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa. I beneficiari devono infatti:

  • sottoscrivere il Patto di Attivazione Digitale (PAD) tramite il Sistema Informativo per l’Inclusione Sociale e Lavorativa (SIISL);
  • firmare successivamente un Patto di Servizio Personalizzato presso i centri per l’impiego oppure i servizi sociali territoriali.

Importo dell’Assegno di Inclusione

Il contributo economico è composto da due quote principali:

Quota A
Consiste nell’integrazione del reddito familiare fino a:

  • 6.591,72 euro annui (circa 549 euro al mese) per i nuclei familiari standard;
  • 8.304,66 euro annui nel caso di famiglie con persone con più di 67 anni o con disabilità grave.

Questi importi vengono poi moltiplicati per il valore della scala di equivalenza del nucleo familiare.

Quota B
È un contributo destinato al pagamento dell’affitto e può arrivare fino a 3.360 euro all’anno.

In ogni caso, il beneficio complessivo non può essere inferiore a 480 euro annui.


A chi spetta l’Assegno di Inclusione

L’ADI è riconosciuto ai nuclei familiari che includono almeno uno dei seguenti componenti:

  • una persona con disabilità;
  • un minorenne;
  • una persona con più di 60 anni;
  • un soggetto in condizioni di svantaggio inserito in programmi di assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali.

Oltre a queste condizioni, è necessario:

  • essere residenti in Italia da almeno 5 anni;
  • rispettare determinati requisiti economici.

Tra questi:

  • ISEE valido inferiore a 9.360 euro (limite che sale a 10.140 euro per chi vive in affitto);
  • reddito familiare annuo non superiore a 6.591,72 euro, moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza (fino a un massimo di 2,2, che può arrivare a 2,3 in presenza di disabilità grave o non autosufficienza);
  • per nuclei composti esclusivamente da persone di 67 anni o più, oppure da anziani con familiari disabili gravi o non autosufficienti, il limite di reddito è 8.190 euro annui, sempre moltiplicati per la scala di equivalenza.

Modalità di erogazione dell’ADI

L’assegno viene versato ogni mese tramite una carta elettronica di pagamento chiamata Carta di Inclusione (Carta ADI).

Il beneficio può essere percepito per un periodo massimo di 18 mesi consecutivi e successivamente rinnovato per altri 12 mesi, previa nuova domanda.

Il pagamento parte dal mese successivo alla firma del Patto di Attivazione Digitale.

L’INPS prevede inoltre che, su richiesta, la quota destinata all’integrazione del reddito (Quota A) possa essere suddivisa tra i componenti del nucleo familiare che esercitano responsabilità genitoriali o che sono inclusi nella scala di equivalenza, assegnando quindi una parte del beneficio a ciascun soggetto.


Le novità introdotte nel 2026

La Legge di Bilancio 2026 ha apportato alcune modifiche alle misure di sostegno per le famiglie, compreso l’Assegno di Inclusione.

Tra i principali cambiamenti troviamo:

  • un nuovo sistema di calcolo dell’ISEE, più favorevole;
  • aumento della franchigia sulla prima casa, che passa a 91.500 euro e arriva a 120.000 euro per le famiglie residenti nei capoluoghi delle città metropolitane;
  • incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente oltre il primo;
  • maggiori coefficienti nella scala di equivalenza per i nuclei con almeno due figli;
  • abolizione del mese di sospensione dopo i primi 18 mesi di beneficio;
  • procedura semplificata per il rinnovo della domanda, se la composizione del nucleo familiare resta invariata.

Nuovo calcolo ISEE dal 2026

Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore una modalità aggiornata di calcolo dell’ISEE, applicata solo ad alcune misure di sostegno alle famiglie, tra cui:

  • Assegno di Inclusione (ADI)
  • Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL)
  • Assegno Unico
  • Bonus nido
  • Bonus nuovi nati

Le principali novità riguardano:

Franchigia più alta sulla casa di abitazione

  • da 52.500 euro a 91.500 euro;
  • fino a 120.000 euro nei capoluoghi delle città metropolitane;
  • incremento aggiuntivo di 2.500 euro per ogni figlio convivente oltre il primo.

Aumento dei coefficienti della scala di equivalenza per le famiglie con figli

  • 2 figli: +0,10
  • 3 figli: +0,25
  • 4 figli: +0,40
  • 5 figli: +0,55

Queste modifiche riducono il valore dell’ISEE e permettono quindi a un numero maggiore di famiglie di accedere ai benefici.


Eliminazione del mese di sospensione dell’ADI

Una modifica importante riguarda l’eliminazione della pausa di un mese che in passato veniva applicata dopo i primi 18 mesi di erogazione e dopo ogni rinnovo.

Secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2026 e chiarito dall’INPS nel messaggio del 23 febbraio 2026 n. 640, il beneficio potrà essere rinnovato senza interruzioni, purché la domanda venga presentata dal mese successivo all’ultimo pagamento ricevuto.

Tuttavia, la prima mensilità dopo il rinnovo sarà pari al 50% dell’importo spettante.


Contributo straordinario di 500 euro

Tra le novità previste vi è anche un contributo straordinario fino a 500 euro destinato alle famiglie che hanno raggiunto il diciottesimo mese di ADI a novembre 2025.

Questa misura è stata introdotta per evitare un vuoto economico tra il vecchio sistema e quello aggiornato, garantendo continuità nel sostegno economico ai nuclei familiari coinvolti.

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