C’è tempo fino al 30 giugno 2026 per aggiornare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e ottenere così gli arretrati dell’Assegno Unico calcolati a partire da marzo.
Questa scadenza non interessa tutti i nuclei familiari, ma si rivolge specificamente a chi sta percependo l’importo minimo “standard” di 58 euro al mese per figlio . Questa cifra base viene infatti consegnata a chi ha inoltrato la richiesta senza allegare un indicatore economico valido. Presentando l’ISEE entro fine mese, si ha diritto a ricevere la differenza tra la quota minima già incassata e la cifra maggiore effettivamente spettante per i mesi da marzo a giugno.
Serve davvero l’ISEE per l’Assegno Unico?
Il ciclo dell’Assegno Unico si rinnova ogni anno il 1° marzo e si conclude il 28 febbraio dell’anno successivo. Per accedervi è necessario inviare la domanda all’INPS (autonomamente o tramite Patronato).
Nota bene:Il sussidio viene garantito a prescindere dal reddito a tutte le famiglie con figli a carico fino ai 21 anni (e senza limiti d’età in caso di disabilità). Tuttavia, l’ISEE è fondamentale se si vuole sbloccare un importo più alto rispetto alla base minima.
I vantaggi di calcolare l’ISEE
Presentare un ISEE valido per il 2026 permette di ricalcolare l’assegno in base alla reale situazione economica della famiglia.
- Sotto la soglia massima (46.582,71 euro): L’importo mensile aumenta progressivamente rispetto ai 58 euro base, adattandosi alla specifica fascia di reddito.
- Sopra la soglia massima (o senza ISEE): Si ha diritto unicamente alla quota minima di 58 euro per figlio.
I nuclei familiari che hanno fatto domanda senza indicatore economico possono correre ai ripari: richiedendo l’ISEE entro il 30 giugno si assicureranno il pagamento retroattivo delle maggiorazioni per tutto il quadrimestre marzo-giugno.
Un esempio pratico: quanto si rischia di perdere?
Immaginiamo una famiglia con due figli che ha fatto domanda a marzo senza ISEE, ricevendo finora il minimo sindacale (58€ a figlio, per un totale di 116€ al mese).
Se questa famiglia richiede l’ISEE entro il 30 giugno e ottiene un valore di 24.000 euro , la sua quota mensile reale viene venduta a 170 euro a figlio (340€ totali).
Ecco cosa cambia a seconda di quando viene presentato l’ISEE:
| Scenario | Tempistica Mese ISEE | Effetto sugli Arretrati (Marzo-Giugno) | Esito Economico |
| Scenario A | Entro il 30 giugno | Sì , vengono riconosciuti gli arretrati. | La famiglia riceve un conguaglio di 112€ in più al mese per ciascun figlio relativi alle mensilità passate. |
| Scenario B | Dopo il 30 giugno | No , gli arretrati vengono persi. | La quota di 170€ scatta solo dal mese di presentazione, perdendo definitivamente il bonus per i mesi da marzo a giugno. |




















