EMERGENZA CALDO: NUOVO PROTOCOLLO PER LA SICUREZZA NEL LUOGHI DI LAVORO

Emergenza Caldo: Via Libera al Nuovo Protocollo per la Sicurezza sul Lavoro

Previste nuove misure nei piani di sicurezza aziendali per fronteggiare i rischi legati al cambiamento climatico. Disponibile anche la mappa aggiornata delle ordinanze regionali.

L’Italia è attualmente colpita da un’intensa ondata di calore, con temperature che in diverse aree del Paese hanno già oltrepassato i 40°C. Questa situazione meteorologica estrema rappresenta un rischio crescente per numerosi settori lavorativi, soprattutto per chi opera all’aperto o in ambienti privi di climatizzazione.

A seguito dell’approvazione, lo scorso 19 giugno, delle Linee di indirizzo per la tutela dei lavoratori esposti a calore e radiazione solare da parte della Conferenza delle Regioni, il Ministero del Lavoro ha firmato il 2 luglio 2025, insieme alle parti sociali, un nuovo Protocollo nazionale per il contenimento dei rischi lavorativi legati ai cambiamenti climatici.

Un piano strutturato per proteggere i lavoratori

Il documento introduce una serie di misure organiche per tutelare la salute nei periodi con condizioni meteo particolarmente gravose. Il protocollo sarà adottato tramite decreto ministeriale e attuato con specifici accordi territoriali, siglati tra le parti sociali.

Tra le misure indicate per prevenire il rischio da “caldo severo”:

  • Integrazione della valutazione del rischio climatico all’interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), in conformità al D.Lgs. 81/2008, inclusi i rischi da microclima (art. 180)
  • Attivazione di tavoli contrattuali nazionali, territoriali o aziendali per definire buone pratiche e soluzioni specifiche per ogni settore produttivo
  • Maggiore attenzione alla formazione e informazione, alla sorveglianza sanitaria, alla fornitura di DPI adeguati, e alla riorganizzazione di orari e turni di lavoro

Cantieri e attività esterne: misure aggiuntive obbligatorie

Per le attività rientranti nel Titolo IV del D.Lgs. 81/2008 (cantieri temporanei o mobili), i Coordinatori per la Sicurezza in fase di progettazione devono considerare il rischio microclimatico all’interno del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), prevedendo misure preventive come pause in aree ombreggiate, spostamento degli orari di lavoro e accesso a bevande.

Analogamente, i datori di lavoro delle ditte appaltatrici dovranno aggiornare i POS (Piani Operativi di Sicurezza) con specifiche misure di prevenzione e protezione, come l’adeguatezza dei DPI alla stagione, l’organizzazione delle pause, e la disponibilità di acqua e zone d’ombra.

Ogni datore di lavoro dovrà inoltre monitorare quotidianamente le previsioni meteo tramite il portale ufficiale del Ministero della Salute (salute.gov.it/caldo) e adottare tempestivamente le contromisure necessarie.

Sostegni alle imprese: ammortizzatori sociali e flessibilità contrattuale

Il nuovo protocollo prevede anche l’estensione degli ammortizzatori sociali (in particolare, Cassa Integrazione) per i casi di sospensione o riduzione dell’attività causata da temperature elevate, anche per lavoratori stagionali. L’INPS, con il messaggio n. 2130 del 3 luglio 2025, ha precisato che le domande saranno accolte anche con temperature percepite inferiori ai 35°C, se sussistono condizioni oggettive di rischio.

Tra le tutele per le imprese, si segnala che eventuali ritardi nei lavori dovuti a ordinanze di sospensione o a condizioni climatiche proibitive non comporteranno penalità contrattuali. Inoltre, l’INAIL potrà riconoscere premi o incentivi per le imprese che adottano misure virtuose per la salute e la sicurezza sul lavoro, senza generare maggiori costi per la finanza pubblica.


Mappa aggiornata delle Ordinanze Regionali contro il Caldo

Quasi tutte le Regioni italiane hanno emanato ordinanze che vietano il lavoro in condizioni di esposizione diretta al sole nelle ore più calde della giornata (generalmente tra le 12:30 e le 16:00) nei giorni in cui il sistema nazionale Worklimate segnala un livello di rischio “Alto” per i lavoratori esposti.

Oltre al divieto, le ordinanze regionali raccomandano l’applicazione delle nuove Linee guida nazionali per la protezione dei lavoratori esposti a calore e radiazioni solari.

Stato attuale delle ordinanze regionali 2025:

RegioneStato Ordinanza
AbruzzoEmanata
BasilicataEmanata
CalabriaEmanata
CampaniaEmanata
Emilia-RomagnaEmanata
Friuli Venezia GiuliaEmanata
LazioEmanata
LiguriaEmanata
LombardiaEmanata
MarcheEmanata
MoliseEmanata
PiemonteEmanata
PugliaEmanata
SardegnaEmanata
SiciliaEmanata
ToscanaEmanata
Trento e BolzanoNon emanata
UmbriaEmanata
Valle d’AostaNon emanata
VenetoEmanata

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