ANTICIPAZIONE NASPI: LE NOVITA’ DEL 2026

Perdere il posto di lavoro rappresenta uno snodo cruciale che spinge molti a riconsiderare interamente la propria carriera. Se da un lato l’istinto immediato è quello di cercare un nuovo impiego dipendente, dall’altro cresce il numero di persone che sceglie di fare il salto verso l’imprenditorialità, trasformando un’intuizione o una passione in un’impresa reale. Tuttavia, mettersi in proprio — che si tratti di registrare una nuova partita IVA, fondare una ditta individuale o aderire a una cooperativa in veste di socio lavoratore — comporta investimenti iniziali non trascurabili. In questa fase di transizione, la liquidazione anticipata della NASpI si rivela una risorsa finanziaria di primaria importanza per coprire i primi costi di avviamento.

Attraverso questo strumento, il lavoratore ha la possibilità di riscuotere in forma aggregata le mensilità di disoccupazione residuare, trasformando il sussidio in un vero e proprio capitale d’inizio. È però indispensabile prestare attenzione al quadro normativo: a partire dal 2026 sono infatti scattate importanti modifiche procedurali che cambiano le modalità di erogazione e richiedono una pianificazione più cauta.

Come cambiano le regole nel 2026

  • Il regime in vigore fino al 2025: In passato, una volta approvata la richiesta, l’INPS erogava l’intero ammontare spettante in una sola soluzione globale.
  • La nuova erogazione frazionata: Con le regole introdotte dal 1° gennaio 2026, la somma viene suddivisa in due tranche distinte. La prima quota, pari al 70% del totale, viene accreditata subito dopo l’accoglimento della pratica. Il restante 30% viene invece sbloccato solo in un secondo momento, a seguito degli opportuni controlli amministrativi volti a confermare la prosecuzione dell’attività.

Destinatari e ambiti di applicazione

La misura è pensata per tutti i titolari di indennità di disoccupazione che intendono avviare una carriera autonoma o una micro-impresa. Risulta particolarmente adatta per chi desidera intraprendere professioni liberali (come consulenti, web designer o creativi freelance), avviare attività artigianali e commerciali, oppure acquisire quote di una cooperativa di lavoro. L’importo ricevuto serve proprio ad ammortizzare le spese di partenza, dall’acquisto di macchinari e strumenti di lavoro alle spese legali e amministrative.

A cosa prestare attenzione prima di fare richiesta

La novità del pagamento in due tempi introduce dei vincoli stringenti per l’ottenimento del saldo finale:

  • Rischio di decadenza del 30% residuo: Se durante il periodo coperto dall’anticipazione il beneficiario accetta un contratto di lavoro subordinato, perde il diritto a ricevere la seconda tranche. L’obiettivo della norma è infatti quello di sostenere chi si dedica in modo effettivo e continuativo all’autoimpiego.
  • Necessità di un’analisi preliminare: Dal momento che ogni percorso professionale presenta specificità uniche, è fondamentale analizzare a fondo la propria posizione individuale prima di inoltrare la domanda, così da non rischiare di perdere parte del contributo.

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