2025

BONUS E AGEVOLAZIONI 2025

Bonus e Agevolazioni 2025: la guida definitiva per famiglie, lavoratori, studenti e pensionati Il 2025 segna l’arrivo di un’ampia gamma di bonus, incentivi e agevolazioni economiche pensate per sostenere cittadini e imprese in un momento storico caratterizzato da costi in aumento e necessità di supporto concreto. Gli aiuti spaziano dai sussidi per il reddito alle detrazioni fiscali per la casa, passando per contributi a favore di genitori, giovani, studenti e lavoratori.In questa guida completa, trovi tutti i principali bonus con importi, requisiti, durata e modalità di richiesta, così da sapere esattamente quali opportunità cogliere. 1. Sostegno al reddito: aiuti diretti per famiglie e persone fragili Assegno di Inclusione (AdI) È la misura principale di contrasto alla povertà dal 2024, rivolta alle famiglie più vulnerabili. 💡 Consiglio pratico: per ottenere importi maggiori, dichiarare correttamente il canone di affitto nel modello ISEE. Bonus sospensione AdI – Luglio 2025 Previsto per chi, terminati i 18 mesi di AdI, rinnova la domanda: Supporto Formazione e Lavoro (SFL) Un sostegno economico per chi è disoccupato e partecipa a percorsi formativi: Carta Acquisti Aiuto mensile per spese di prima necessità: Carta Dedicata a Te Credito annuale per spese quotidiane: Bonus bollette Sconto automatico per ridurre i costi di luce e gas: 2. Casa e utenze: affitti, climatizzatori e ristrutturazioni Bonus affitto giovani Bonus affitto studenti fuori sede Bonus condizionatori 3. Lavoro e assunzioni: incentivi per aziende e lavoratori Bonus assunzioni giovani Bonus assunzioni donne svantaggiate Bonus assunzioni percettori AdI/SFL 4. Famiglia e figli: aiuti per genitori e bambini Assegno Unico Bonus asilo nido Bonus mamme lavoratrici 5. Studenti: borse di studio e trasporti Borse di studio universitarie Bonus trasporti 6. Agevolazioni fiscali e lavori in casa Superbonus Bonus ristrutturazioni Bonus mobili ed elettrodomestici 🔍 Come ottenere questi bonus nel 2025 💡 Conclusione Il 2025 è un anno ricco di opportunità economiche per chi sa muoversi in tempo e conosce i requisiti.Che si tratti di ridurre le bollette, abbassare il costo dell’affitto o sostenere le spese per i figli, ogni famiglia o lavoratore può trovare almeno un’agevolazione su misura.

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LAVORI EDILI IN CONDOMINIO: QUALI SONO LE REGOLE DA RISPETTARE?

Ristrutturare casa in condominio: regole, orari e consigli per evitare litigi Ristrutturare il proprio appartamento in condominio è spesso necessario, ma può diventare motivo di discussioni se non si rispettano alcune regole di buon vicinato. Rumori, polvere e disagi sono inevitabili, ma si possono ridurre seguendo alcune indicazioni precise. Vediamo insieme quali sono le normative da conoscere, gli orari consentiti e le buone prassi per convivere serenamente anche durante i lavori edili. Non esiste una legge nazionale, ma contano i regolamenti locali Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non esiste una normativa nazionale che stabilisce gli orari per i lavori di ristrutturazione in condominio. La materia è disciplinata dai singoli Comuni, che regolano le attività rumorose (compresi i cantieri edili privati) per tutelare la quiete pubblica. Le regole possono variare non solo da città a città, ma a volte anche da quartiere a quartiere. Per questo è fondamentale consultare il sito istituzionale del Comune di riferimento o rivolgersi direttamente agli uffici competenti. Il ruolo del regolamento condominiale Anche il regolamento condominiale può stabilire ulteriori limitazioni sugli orari dei lavori. Tuttavia: Orari tipici consentiti per i lavori rumorosi Sebbene ogni Comune possa prevedere regole diverse, in generale i lavori rumorosi in condominio sono consentiti: Le cosiddette fasce orarie di silenzio (prima mattina, primo pomeriggio e sera) sono pensate per garantire il riposo e il diritto alla quiete dei residenti. Lavori rumorosi e non rumorosi: la differenza Alcuni regolamenti distinguono tra: In base a questa distinzione, i lavori non rumorosi possono essere svolti in fasce orarie più ampie, sempre nel rispetto del buon senso. Come comunicare l’inizio dei lavori in condominio Prima di iniziare i lavori è importante: Questo gesto semplice favorisce la convivenza e riduce le possibilità di conflitto. Se non vengono rispettati gli orari Se l’impresa o il proprietario non rispettano le fasce orarie: Conclusione Ristrutturare casa è un diritto, ma farlo nel rispetto dei regolamenti e degli altri condòmini è un dovere civico che contribuisce a mantenere un clima sereno all’interno del condominio. Prima di iniziare, informati sempre sulle regole locali, rispetta gli orari consentiti e comunica in modo chiaro ai vicini: piccole accortezze che fanno una grande differenza per tutti.

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BONUS MAMME 2025

Mamme lavoratrici: in arrivo 480 euro a dicembre 2025. Ecco chi può richiederlo e come fare domanda all’INPS Con la Legge di Bilancio 2025, il Governo ha introdotto un nuovo contributo mensile da 40 euro a favore delle lavoratrici madri con almeno due figli. Tuttavia, con il recente decreto-legge n. 95 del 30 giugno 2025, la misura è stata potenziata: lo stanziamento è salito da 300 a 480 milioni di euro, consentendo un’erogazione in un’unica soluzione di 480 euro a dicembre 2025. A chi spetta il contributo Il bonus è destinato alle mamme lavoratrici, ma con alcuni requisiti specifici: Inclusione delle lavoratrici autonome Una delle novità più rilevanti riguarda le lavoratrici autonome e le libere professioniste, che per la prima volta rientrano tra le beneficiarie. Questa apertura nasce dalla volontà di sostenere una categoria spesso esclusa dalle misure familiari, ma fortemente colpita dalla recente crisi economica. Il contributo è compatibile con altre forme di sostegno, come l’assegno unico universale, ma non è riconosciuto nei periodi di maternità obbligatoria o congedo parentale. Come fare domanda all’INPS: documenti richiesti e scadenze La richiesta andrà inoltrata esclusivamente online tramite il sito dell’INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS, a partire da gennaio 2025. Documentazione necessaria: Tempi e modalità di pagamento Il bonus verrà erogato a dicembre 2025 in un’unica soluzione (480 euro totali). Non sarà soggetto a IRPEF o contributi previdenziali, e non influirà sul calcolo dell’ISEE, così da non compromettere altri benefici economici. Differenze tra tipologie contrattuali e prospettive future La misura distingue tra lavoratrici stabili e precariato femminile, con l’obiettivo di riequilibrare l’accesso agli aiuti. Le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli continueranno a godere di agevolazioni contributive, mentre il contributo economico diretto è rivolto in particolare a precari e autonome, categorie spesso meno tutelate. Il Governo ha inoltre annunciato un monitoraggio trimestrale sull’efficacia del bonus, aprendo alla possibilità di ulteriori stanziamenti nel 2026, in base ai risultati ottenuti. In sintesi Il nuovo contributo rappresenta un passo importante verso il sostegno concreto alla maternità e al lavoro femminile, con particolare attenzione alle situazioni più fragili. Per chi rientra nei requisiti, l’appuntamento è a gennaio 2025 per l’invio delle domande, con un occhio a dicembre per l’accredito del bonus.

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EMERGENZA CALDO: NUOVO PROTOCOLLO PER LA SICUREZZA NEL LUOGHI DI LAVORO

Emergenza Caldo: Via Libera al Nuovo Protocollo per la Sicurezza sul Lavoro Previste nuove misure nei piani di sicurezza aziendali per fronteggiare i rischi legati al cambiamento climatico. Disponibile anche la mappa aggiornata delle ordinanze regionali. L’Italia è attualmente colpita da un’intensa ondata di calore, con temperature che in diverse aree del Paese hanno già oltrepassato i 40°C. Questa situazione meteorologica estrema rappresenta un rischio crescente per numerosi settori lavorativi, soprattutto per chi opera all’aperto o in ambienti privi di climatizzazione. A seguito dell’approvazione, lo scorso 19 giugno, delle Linee di indirizzo per la tutela dei lavoratori esposti a calore e radiazione solare da parte della Conferenza delle Regioni, il Ministero del Lavoro ha firmato il 2 luglio 2025, insieme alle parti sociali, un nuovo Protocollo nazionale per il contenimento dei rischi lavorativi legati ai cambiamenti climatici. Un piano strutturato per proteggere i lavoratori Il documento introduce una serie di misure organiche per tutelare la salute nei periodi con condizioni meteo particolarmente gravose. Il protocollo sarà adottato tramite decreto ministeriale e attuato con specifici accordi territoriali, siglati tra le parti sociali. Tra le misure indicate per prevenire il rischio da “caldo severo”: Cantieri e attività esterne: misure aggiuntive obbligatorie Per le attività rientranti nel Titolo IV del D.Lgs. 81/2008 (cantieri temporanei o mobili), i Coordinatori per la Sicurezza in fase di progettazione devono considerare il rischio microclimatico all’interno del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), prevedendo misure preventive come pause in aree ombreggiate, spostamento degli orari di lavoro e accesso a bevande. Analogamente, i datori di lavoro delle ditte appaltatrici dovranno aggiornare i POS (Piani Operativi di Sicurezza) con specifiche misure di prevenzione e protezione, come l’adeguatezza dei DPI alla stagione, l’organizzazione delle pause, e la disponibilità di acqua e zone d’ombra. Ogni datore di lavoro dovrà inoltre monitorare quotidianamente le previsioni meteo tramite il portale ufficiale del Ministero della Salute (salute.gov.it/caldo) e adottare tempestivamente le contromisure necessarie. Sostegni alle imprese: ammortizzatori sociali e flessibilità contrattuale Il nuovo protocollo prevede anche l’estensione degli ammortizzatori sociali (in particolare, Cassa Integrazione) per i casi di sospensione o riduzione dell’attività causata da temperature elevate, anche per lavoratori stagionali. L’INPS, con il messaggio n. 2130 del 3 luglio 2025, ha precisato che le domande saranno accolte anche con temperature percepite inferiori ai 35°C, se sussistono condizioni oggettive di rischio. Tra le tutele per le imprese, si segnala che eventuali ritardi nei lavori dovuti a ordinanze di sospensione o a condizioni climatiche proibitive non comporteranno penalità contrattuali. Inoltre, l’INAIL potrà riconoscere premi o incentivi per le imprese che adottano misure virtuose per la salute e la sicurezza sul lavoro, senza generare maggiori costi per la finanza pubblica. Mappa aggiornata delle Ordinanze Regionali contro il Caldo Quasi tutte le Regioni italiane hanno emanato ordinanze che vietano il lavoro in condizioni di esposizione diretta al sole nelle ore più calde della giornata (generalmente tra le 12:30 e le 16:00) nei giorni in cui il sistema nazionale Worklimate segnala un livello di rischio “Alto” per i lavoratori esposti. Oltre al divieto, le ordinanze regionali raccomandano l’applicazione delle nuove Linee guida nazionali per la protezione dei lavoratori esposti a calore e radiazioni solari. Stato attuale delle ordinanze regionali 2025: Regione Stato Ordinanza Abruzzo Emanata Basilicata Emanata Calabria Emanata Campania Emanata Emilia-Romagna Emanata Friuli Venezia Giulia Emanata Lazio Emanata Liguria Emanata Lombardia Emanata Marche Emanata Molise Emanata Piemonte Emanata Puglia Emanata Sardegna Emanata Sicilia Emanata Toscana Emanata Trento e Bolzano Non emanata Umbria Emanata Valle d’Aosta Non emanata Veneto Emanata

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DETRAZIONI FISCALI 730/2025 PER LE SPESE DEI FIGLI: SCUOLA, UNIVERSITA’ E SPOR

Anche per l’anno fiscale 2025, i genitori possono beneficiare di importanti agevolazioni fiscali sulle spese sostenute per i figli. In fase di compilazione del modello 730, è possibile richiedere detrazioni per i costi legati all’istruzione scolastica e universitaria, oltre che per le attività sportive praticate dai minori. Spese scolastiche detraibili È riconosciuta una detrazione del 19% su numerose spese scolastiche, tra cui: Non sono invece detraibili le spese per materiale didattico, cartoleria e libri di testo. I limiti massimi detraibili variano in base al tipo di istituto frequentato: Spese universitarie La detrazione del 19% si applica anche ai costi per la frequenza di: Inoltre, per gli studenti fuori sede, è possibile richiedere una detrazione fino a 2.633 euro all’anno per le spese di affitto. Attività sportive per bambini e ragazzi I genitori possono detrarre il 19% delle spese sportive sostenute per figli di età compresa tra i 5 e i 18 anni, a condizione che siano svolte in strutture riconosciute come: L’importo massimo detraibile è di 210 euro per figlio. Requisiti per ottenere le detrazioni Per poter usufruire delle detrazioni, le spese devono essere tracciabili e documentate. Sono considerati validi solo i pagamenti effettuati tramite: È fondamentale conservare tutte le ricevute e la documentazione che dimostri la spesa, poiché potrebbe essere richiesta in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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AD UN’ANNO DALL’ ENTRATA UN VIGORE DEL DECRETO SALVA CA, QUALI REGIONI SI SONO ADEGUATE AL SALVA CASA?

Ad un anno dall’entrata in vigore del Decreto Salva Casa (D.L. 69/2024 convertito nella Legge 105/2024), il panorama regionale italiano mostra un quadro in evoluzione sul fronte dell’adeguamento normativo e operativo. Il decreto ha introdotto importanti semplificazioni in materia edilizia, impattando in modo concreto su pratiche, procedimenti autorizzativi e contenziosi legati agli immobili. Le Regioni italiane, chiamate ad adeguarsi, hanno risposto in maniera differenziata: alcune hanno già adottato normative regionali o atti applicativi, altre sono ancora in fase di recepimento o non hanno ancora avviato il processo. Tra le Regioni che si sono già attivate troviamo Lombardia e Sicilia, che hanno approvato specifiche leggi regionali, mentre Lazio ha prodotto più atti e circolari operative per guidare gli enti locali e i professionisti. Anche Marche, Sardegna, Veneto, Campania, Umbria, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia hanno avviato l’adeguamento attraverso leggi, delibere o documenti preliminari. In alcune Regioni come Abruzzo e Lazio sono in corso proposte di legge che potrebbero presto entrare in vigore, mentre altre – come Basilicata, Calabria, Liguria, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta – risultano ancora non adeguate formalmente, anche se i Comuni devono comunque recepire la modulistica nazionale. Infatti, con l’Accordo in Conferenza Unificata del 27 marzo 2025, sono state stabilite le scadenze per l’adozione obbligatoria della nuova modulistica edilizia unificata, adeguata al Salva Casa. Le Regioni avevano tempo fino al 9 maggio 2025 per allinearsi, mentre i Comuni, a prescindere dalle Regioni, dovevano adottare e pubblicare i nuovi moduli entro il 23 maggio. A partire dal 24 maggio 2025, in assenza di recepimento regionale, tutti i Comuni devono utilizzare la modulistica nazionale, comprendente modelli aggiornati di SCIA, Permesso di Costruire, SCIA alternativa e CILA. Sul piano operativo, numerose Regioni – tra cui Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Toscana e Umbria – hanno pubblicato la modulistica aggiornata al 2025, scaricabile in formato PDF. I moduli includono tutte le tipologie di titoli abilitativi richiesti, con integrazioni specifiche per alcune aree come le CILA per opere interne o le relazioni asseverate. In conclusione, mentre l’adeguamento regionale prosegue in modo disomogeneo, la modulistica nazionale è già vincolante per tutti i Comuni, e rappresenta lo standard operativo a cui riferirsi in mancanza di atti regionali specifici.

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SALVA CASA SALVINI: CHIARIMENTI

Salva Casa: chiarimenti di ANCI e ANCE su tolleranze, sanatorie e cambi di destinazione d’uso Tolleranze costruttive: cosa cambia davvero?Uno dei punti centrali del decreto “Salva Casa” riguarda le tolleranze costruttive. ANCI e ANCE hanno chiarito che le tolleranze non metriche non sono applicabili agli immobili sottoposti a vincolo, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 42/2004. Questo significa che qualsiasi edificio situato in un’area vincolata, sia esso di rilevanza culturale o paesaggistica, non potrà beneficiare di queste deroghe, indipendentemente dal suo valore architettonico. Dal punto di vista temporale, le nuove tolleranze (in percentuale) si applicano solo alle difformità realizzate fino al 24 maggio 2024. Per gli interventi successivi, resta in vigore il limite tradizionale del 2%. Inoltre, le tolleranze — comprese quelle sulle distanze — non possono essere applicate alle sanatorie relative a titoli edilizi rilasciati prima di ottobre 1977, come specificato nell’art. 34-ter del Testo Unico Edilizia. Un’altra precisazione riguarda la tolleranza del 2% sui requisiti igienico-sanitari, prevista dal D.M. 5 luglio 1975. Non è possibile, ad esempio, ridurre le altezze minime degli ambienti abitativi sotto i 2,40 metri, a meno che non venga presentato un progetto conforme all’art. 24 del D.P.R. 380/2001. Per il calcolo delle superfici e delle tolleranze nei fabbricati plurifamiliari, il riferimento resta la singola unità immobiliare. In mancanza di indicazioni più precise, prevale un’interpretazione restrittiva, mantenendo la soglia del 2%. Sanatorie edilizie e vincoli: cosa è possibile regolarizzare?Sulle parziali difformità edilizie, soprattutto per interventi antecedenti alla Legge 10/1977, l’ANCI ha chiarito che l’art. 34-ter consente la regolarizzazione tramite SCIA, purché le opere siano state realizzate entro la validità del titolo edilizio originario, senza necessità di verifica di conformità urbanistica o igienico-sanitaria. Una posizione confermata anche dalla giurisprudenza, che ammette il rilascio della sanatoria anche senza l’agibilità, eventualmente ottenibile successivamente. Nel caso di SCIA in sanatoria (artt. 36-bis e 37 del D.P.R. 380/2001), è obbligatoria la stima dell’aumento del valore venale o una dichiarazione tecnica, utile al calcolo della sanzione amministrativa. Anche in presenza di vincolo sismico sopravvenuto, l’intervento potrà essere sanato purché conforme alle norme in vigore all’epoca della sua realizzazione. Sul piano economico, l’ANCI ha ribadito che l’oblazione corrisponde al doppio dell’incremento del valore venale, con un tetto tra 1.032 e 10.326 euro, ridotto a metà in caso di doppia conformità. Malgrado le difficoltà legate alle tempistiche dell’Agenzia delle Entrate, questa regola è già pienamente operativa. Titoli edilizi e stato legittimo dell’immobile: quale documentazione serve?Definire lo stato legittimo dell’immobile resta uno degli aspetti più delicati. Secondo il Ministero, è sufficiente che l’ultimo titolo edilizio indichi i riferimenti ai titoli precedenti. Tuttavia, il Consiglio di Stato (sentenza n. 4127/2025) richiede invece un controllo rigoroso da parte delle amministrazioni. In attesa di un chiarimento definitivo, la modulistica unificata introdotta il 23 maggio 2025 offre comunque uno strumento pratico per i professionisti. Cambi di destinazione d’uso: cosa prevede Salva Casa?Sul fronte dei cambi d’uso, viene confermato che i cambi orizzontali (all’interno della stessa categoria funzionale) sono esentati dal pagamento di oneri urbanistici, come stabilito dalla FAQ D.2.1.4 delle linee guida ministeriali. Per i cambi verticali (tra diverse destinazioni funzionali), la “prevalenza funzionale” può essere determinata in base al numero di unità immobiliari, e non necessariamente alla superficie, salvo diverse indicazioni locali. Nei casi di piani terra e seminterrati, l’applicazione delle agevolazioni previste dal decreto dipende da specifiche normative regionali. In assenza di queste, il cambio d’uso resta possibile, ma senza deroghe sui costi. Recupero abitativo e deroghe igienico-sanitarieIl decreto apre anche alla possibilità di recuperare locali non conformi, in particolare negli edifici storici, purché sia presentato un progetto che garantisca condizioni igienico-sanitarie accettabili. Si tratta di una disposizione transitoria, il cui impatto varia in base alle normative locali. Recupero dei sottotetti: quando si può derogare alle distanzeIl recupero abitativo dei sottotetti può avvenire anche in deroga alle distanze minime tra edifici previste dalla normativa (come i 10 metri tra pareti finestrate o i 3 metri dai confini), salvo norme comunali più restrittive. Tuttavia, non è una deroga automatica. Sono richieste alcune condizioni fondamentali: In breve, non è ammesso modificare l’involucro dell’edificio per guadagnare nuova volumetria.

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QUATTORDICESIMA PENSIONATI A LUGLIO

Quattordicesima pensionati luglio 2025: chi la riceve, quanto spetta e come funziona Con l’arrivo dell’estate, torna anche la cosiddetta quattordicesima mensilità, un bonus che riguarda non solo molti lavoratori dipendenti, ma anche una parte dei pensionati. Vediamo come funziona per questi ultimi, chi ne ha diritto, quando viene erogata e a quanto ammonta. Quando viene pagata la quattordicesima ai pensionati Per i pensionati, la quattordicesima viene accreditata automaticamente dall’INPS nei mesi di luglio o dicembre, a seconda di quando vengono maturati i requisiti previsti. Introdotta con la Legge 127/2007 e successivamente modificata dalla Legge 232/2016, la misura è pensata per supportare i pensionati con redditi medio-bassi. Nel dettaglio: Il pagamento è provvisorio e verrà poi confermato una volta disponibili i redditi definitivi. A chi spetta la quattordicesima Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che rispettano tutti questi requisiti: A quanto ammonta la quattordicesima L’importo della quattordicesima varia in base al reddito e agli anni di contribuzione del pensionato. In generale, si va da: Questa misura rappresenta un aiuto concreto per i pensionati con redditi più bassi, pensata per alleggerire le spese estive o natalizie. L’INPS provvede al pagamento in modo automatico, quindi non è necessario presentare domanda, salvo casi particolari in cui i redditi non siano immediatamente disponibili.

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L’UTILIZZO DEL PUVIALE PER LO SCARICO DELLA CONDENSA DEL CONDIZIONATORE

Utilizzo del pluviale condominiale per lo scarico della condensa del condizionatore: correttezza e normativa Nel contesto condominiale, i pluviali rappresentano beni comuni in quanto tubazioni esterne destinate alla raccolta e allo scarico delle acque meteoriche, con funzione essenziale alla tutela delle strutture e della sicurezza dell’edificio studiomarianorusso.itcondominiocaffe.it+8dequo.it+8condominioweb.com+8. L’utilizzo di tali infrastrutture è regolato dall’art. 1102 del Codice civile, che consente ai condomini l’uso della cosa comune purché non ne alterino la destinazione né ne impediscano l’uso agli altri in pari misura legislazionetecnica.it+5dequo.it+5ntpluscondominio.ilsole24ore.com+5. Cosa consente la legge Cosa è vietato Consenso assembleare Conclusioni e raccomandazioni Aspetto Valutazione Legalità dello scarico condensa nel pluviale ✖️ Vietato: altera la destinazione d’uso Necessità di autorizzazione ✅ Serve l’assemblea, ex art. 1102 c.c. Rischi in caso di installazione non conforme ✅ Rimozione obbligatoria, possibile denuncia o sanzione Riferimenti normativi e giurisprudenziali In sintesi, l’utilizzo del pluviale condominiale per scaricare la condensa del condizionatore risulta non conforme alla normativa, giurisprudenzialmente inequivocabilmente vietato, a meno che non intervenga una deliberazione dell’assemblea condominiale che autorizzi esplicitamente tale operazione.

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BONUS DONNE 2025

Bonus Donne 2025: Esonero Contributivo per l’Assunzione di Lavoratrici Svantaggiate Con il decreto-legge “Coesione”, è stato introdotto il Bonus Donne 2025, un’importante misura di incentivo all’occupazione femminile rivolta ai datori di lavoro privati. Il provvedimento prevede l’esonero totale (100%) dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a un massimo di 650 euro mensili per lavoratrice, per 24 mesi, con esclusione dei premi e contributi INAIL. Chi può accedere al Bonus Condizioni per ottenere l’esonero Incremento occupazionale L’assunzione deve determinare un incremento netto dell’occupazione aziendale, calcolato rispetto alla media dei lavoratori nei 12 mesi precedenti. Durata e limiti dell’esonero Gestione e applicazione Le modalità operative e contabili sono definite dalla Circolare INPS n. 91/2025, in coerenza con i programmi nazionali finanziati dai fondi UE 2021-2027. Fonte: Circolare INPS 12 maggio 2025, n. 91 | Decreto-legge CoesionePer approfondimenti, consulta le istruzioni ufficiali pubblicate da INPS e Ministero del Lavor

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