Nome dell'autore: Giulia.Cannatella14

ALLOGGIO DEL PORTIERE: CHI PAGA LE SPESE CONDOMINIALI, LE BOLLETTE E IL RISCALDAMENTO?

Meta description (160 caratteri):Scopri chi paga le spese e le bollette dell’alloggio del portiere: cosa dice la legge, come funziona il comodato gratuito e cosa prevede il CCNL. Il ruolo del portiere nei condomìni: una figura indispensabile Nei condomìni di grandi dimensioni, soprattutto nelle città, la figura del portiere è ancora oggi una presenza preziosa.Si occupa della sorveglianza, della custodia dello stabile, della gestione delle chiavi e della pulizia degli spazi comuni. È la persona che garantisce sicurezza, ordine e disponibilità quotidiana ai residenti. Per agevolare il suo lavoro, molti condomìni mettono a disposizione del portiere un piccolo appartamento all’interno dell’edificio, spesso offerto in comodato d’uso gratuito.Ma chi paga le spese relative a questa abitazione? E a chi spettano le bollette? L’alloggio del portiere è una parte comune del condominio Secondo il Codice Civile, l’alloggio del portiere rientra tra le parti comuni dell’edificio. È considerato un “locale di servizio comune”, al pari della portineria o della lavanderia condominiale. Questo significa che l’appartamento non è di proprietà del portiere, ma del condominio nel suo complesso.Di conseguenza, tutte le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria — come tinteggiature, riparazioni o lavori agli impianti — vengono suddivise tra i condomini, in base ai millesimi o a quanto stabilito dal regolamento. Comodato d’uso gratuito: cosa significa per il portiere Quando l’alloggio viene concesso in comodato d’uso gratuito, il portiere può utilizzarlo senza pagare un affitto.Questo tipo di contratto serve a garantire la sua presenza costante nello stabile, ma prevede anche alcuni obblighi: Anche se l’accordo prevede un piccolo rimborso per le utenze, il contratto resta comunque di comodato gratuito. Spese condominiali dell’alloggio del portiere: chi le paga La gestione delle spese dipende dal regolamento condominiale e dal contratto di comodato, ma in generale la suddivisione è chiara. A carico del condominio: A carico del portiere: Chi paga luce, acqua e riscaldamento del portiere Il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) per i portieri stabilisce chiaramente la ripartizione delle utenze: Se l’impianto di riscaldamento non è funzionante o non viene fornito, il portiere ha diritto a un’indennità sostitutiva, anch’essa a carico dei condomini. Le altre utenze (come il gas per cucinare o eventuali abbonamenti personali) restano invece di competenza del portiere. Come evitare conflitti: consigli per amministratori e condomini Per prevenire malintesi e discussioni, è fondamentale che l’amministratore condominiale specifichi tutto per iscritto.Nel regolamento condominiale e nel contratto di comodato dovrebbero essere indicati: Una gestione chiara e trasparente tutela sia il condominio che il portiere, evitando future controversie. In sintesi L’alloggio del portiere è un bene comune del condominio, concesso in comodato d’uso gratuito per agevolare il lavoro di sorveglianza e custodia.Le spese di manutenzione e riscaldamento restano a carico del condominio, mentre le utenze personali e i tributi domestici spettano al portiere. Stabilire tutto in modo preciso nel regolamento condominiale e nel contratto è la chiave per garantire serenità e collaborazione tra tutte le parti coinvolte.

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COME RICHIEDERE E UTILIZZARE IL BONUS PSICOLOGO 2025

Con la circolare n. 124 dell’11 settembre 2025, l’INPS ha fornito le istruzioni pratiche per individuare i beneficiari del contributo destinato a coprire le spese per le sedute di psicoterapia, nonché le modalità di presentazione delle domande e di erogazione del sostegno economico per l’anno 2025. Le indicazioni seguono l’entrata in vigore del decreto del Ministro della Salute, emanato congiuntamente al Ministro dell’Economia e delle Finanze il 10 luglio 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 184 del 9 agosto 2025. La misura è stata resa permanente dall’articolo 1, comma 538, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 (legge di Bilancio 2023). Il decreto ministeriale del 10 luglio 2025 (D.I. 2025) disciplina le modalità di presentazione delle istanze e di erogazione del beneficio per il 2025, oltre a stabilire la ripartizione delle risorse tra Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano-Alto Adige per gli anni 2024 e 2025. Il contributo può essere richiesto una sola volta per ogni anno da chi, al momento della domanda, soddisfi i seguenti requisiti: Il sostegno economico, che non può superare l’importo di 1.500 euro a persona, è differenziato in base al valore dell’ISEE del richiedente: Le domande per il 2025 potranno essere inoltrate dal 15 settembre al 14 novembre 2025. Al momento della richiesta, il cittadino deve essere in possesso di un’attestazione ISEE valida e conforme. Qualora l’ISEE presenti omissioni o difformità, sarà necessario presentare una nuova DSU per regolarizzare la posizione e permettere la valutazione dell’istanza. Terminate le procedure di presentazione, saranno predisposte graduatorie distinte per ciascuna Regione e Provincia autonoma, sulla base del valore ISEE (dal più basso) e, in caso di parità, dell’ordine cronologico delle domande. Gli esiti saranno comunicati via SMS o e-mail e resi disponibili online nella sezione “Ricevute e provvedimenti”. In caso di accoglimento, il provvedimento indicherà sia l’importo del beneficio riconosciuto sia il codice univoco personale. Tale codice dovrà essere fornito allo psicoterapeuta per ogni seduta, scegliendolo tra i professionisti aderenti all’iniziativa e iscritti all’albo degli psicologi con annotazione come psicoterapeuti, segnalati al Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP). Il pagamento, fino a un massimo di 50 euro per seduta, sarà corrisposto direttamente al professionista nelle modalità da lui indicate: i beneficiari, quindi, non riceveranno alcun accredito diretto. Il contributo dovrà essere utilizzato entro 270 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie; decorso tale termine, il codice univoco verrà automaticamente annullato. A partire dal 2025, è introdotta una novità: i beneficiari che non svolgano almeno una seduta entro 60 giorni dalla comunicazione di accoglimento decadono dal diritto al contributo, con conseguente scorrimento delle graduatorie (una sola volta). Per questo motivo, i professionisti sono tenuti a confermare tempestivamente la prima seduta, comunque non oltre il limite dei 60 giorni.

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AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO: COMPITI LEGALI E RUOLO SOCIALE

Quando pensiamo all’amministratore di condominio, di solito lo immaginiamo come la persona che riscuote le spese, convoca le assemblee e controlla i conti. Tutto vero. Ma questa visione è limitata. Nella realtà quotidiana, l’amministratore svolge un ruolo molto più ampio: non è solo un professionista regolato dal codice civile, ma anche un punto di riferimento sociale, capace di migliorare la convivenza condominiale. Cosa dice la legge Il codice civile (artt. 1129 e 1130) stabilisce i principali compiti dell’amministratore di condominio: Questi doveri sono chiari, ma chi vive in condominio sa che non bastano. Nella vita di tutti i giorni emergono conflitti, rapporti umani difficili e problemi pratici che richiedono sensibilità e mediazione. Il ruolo sociale dell’amministratore di condominio 1. Mediatore nei conflitti Un cane che abbaia di notte, un parcheggio conteso, rumori fastidiosi. In teoria basta applicare il regolamento condominiale. In pratica, un bravo amministratore sceglie la mediazione: convoca le parti, stimola il dialogo e cerca soluzioni condivise. Così evita tensioni e costose cause legali. 2. Educatore alla sicurezza Impianti elettrici obsoleti, scale non a norma, garage pericolosi: un amministratore attento non si limita a segnalare il problema. Convoca assemblee straordinarie, coinvolge esperti e sensibilizza i condomini. Diventa così un vero promotore della sicurezza comune. 3. Promotore di inclusione Una famiglia con un figlio disabile chiede una rampa per accedere all’edificio. Alcuni vicini si oppongono per motivi estetici. L’amministratore ricorda la legge 13/1989 e spiega che il diritto all’accessibilità viene prima. Grazie a un approccio pratico e rispettoso, la rampa viene realizzata. 4. Facilitatore di solidarietà La legge obbliga ad agire contro i morosi (art. 63 disp. att. c.c.). Ma se un pensionato non riesce a pagare, l’amministratore può proporre un piano di rientro sostenibile, approvato dall’assemblea. In questo modo tutela il condominio senza penalizzare chi attraversa un momento difficile. 5. Diffusore di informazione civica Normative energetiche, bonus edilizi, nuove regole sulla sicurezza: spesso i condomini faticano a capirle. Alcuni amministratori organizzano incontri o inviano guide semplificate. Un servizio in più che rende i condomini protagonisti consapevoli delle decisioni. Perché il ruolo sociale è fondamentale Un condominio non è soltanto un insieme di appartamenti: è una piccola comunità. In sintesi, l’amministratore di condominio è sì un professionista regolato dalla legge, ma può essere molto di più: Ogni condominio è lo specchio in miniatura della società. E l’amministratore, con il suo lavoro spesso silenzioso, contribuisce ogni giorno a renderla più giusta, civile e vivibile.

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GESTIONE CONDOMINIALE E AMMINISTRATORE: DIFFERENZE, RUOLI E RESPONSABILITA’

Nel linguaggio comune capita spesso di usare i termini gestione condominiale e amministratore di condominio come se fossero sinonimi. In realtà non lo sono: rappresentano due concetti distinti, anche se strettamente collegati.Capire questa differenza è utile non solo per chi vive in condominio, ma anche per chi lavora nel settore immobiliare. Cos’è la gestione condominiale La gestione condominiale è molto più di una persona che firma documenti o convoca assemblee.Si tratta di un processo complesso e multidimensionale che ha l’obiettivo di garantire il buon funzionamento, la conservazione e la valorizzazione di un condominio. In concreto, comprende: La gestione condominiale, quindi, non si esaurisce in una sola figura: può essere affidata a un amministratore, a uno studio professionale o addirittura a una società che si avvale di contabili, tecnici, legali e consulenti. Chi è l’amministratore di condominio L’amministratore di condominio, invece, è la persona fisica o giuridica che riceve formale incarico dall’assemblea per rappresentare legalmente il condominio (art. 1129 del Codice Civile). I suoi compiti principali sono: È quindi il regista della gestione condominiale, ma non coincide con essa: coordina le attività, organizza le risorse e, quando serve, si avvale di un team di supporto. Un esempio concreto Immaginiamo un grande condominio con impianto di riscaldamento centralizzato, ascensore, autorimessa e aree verdi. La differenza in una frase 👉 L’amministratore è il regista.👉 La gestione condominiale è lo spettacolo intero: dalle luci alla scenografia, fino al rapporto con il pubblico. Per questo, la qualità della vita condominiale non dipende solo dalla professionalità dell’amministratore, ma anche da una gestione ben strutturata, strumenti tecnologici adeguati e soprattutto dalla collaborazione dei condomini stessi.

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FONDO ALIMENTARE 2025: AL VIA LA ”CARTA DEDICATA A TE”

Con il messaggio n. 2519 del 1° settembre 2025, l’INPS ha fornito tutte le istruzioni operative per l’accesso e la gestione del Fondo Alimentare 2025 – Carta Dedicata a te, lo strumento con cui il Governo sostiene le famiglie in difficoltà nell’acquisto di generi alimentari di prima necessità. Chi sono i beneficiari La misura, come già negli anni precedenti, è destinata ai nuclei familiari residenti in Italia che rispettano alcuni requisiti.Non è prevista la presentazione di una domanda: i beneficiari vengono individuati direttamente dall’INPS e dai Comuni in base agli elenchi già disponibili. Per accedere alla carta è necessario che: La data di riferimento per la verifica dei requisiti è il 12 agosto 2025, giorno di pubblicazione del Decreto Interministeriale in Gazzetta Ufficiale. Chi resta escluso Il contributo non è riconosciuto ai nuclei che già percepiscono altre misure di sostegno economico, come l’Assegno di inclusione, il Reddito di cittadinanza, la Carta acquisti o qualsiasi altro sussidio erogato a livello nazionale, regionale o comunale.Sono esclusi anche i nuclei in cui almeno un componente percepisca ammortizzatori sociali quali NASpI, DIS-COLL, indennità di mobilità, cassa integrazione o analoghe forme di integrazione salariale e sostegno alla disoccupazione. Cosa si può acquistare Il contributo, pari a 500 euro, potrà essere utilizzato esclusivamente per comprare beni alimentari di prima necessità, elencati nell’allegato al decreto attuativo.Rientrano tra i prodotti ammessi: Sono invece escluse le bevande alcoliche. Gli acquisti potranno essere effettuati in tutti i negozi che vendono generi alimentari, mentre gli esercizi che avranno sottoscritto un’apposita convenzione con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) garantiranno anche sconti aggiuntivi ai titolari della carta. Modalità di utilizzo e scadenze Le carte sono nominative e vengono rese operative a partire da settembre 2025, con l’accredito del contributo. I beneficiari dovranno recarsi agli uffici postali per il ritiro, seguendo un calendario di scaglionamento predisposto. Attenzione però alle scadenze: Conferme e nuove emissioni Per chi ha già beneficiato della misura negli anni passati, nulla cambia: la carta in loro possesso sarà automaticamente ricaricata con l’importo previsto.Soltanto i nuovi beneficiari o coloro che hanno smarrito la tessera dovranno recarsi in posta per ritirarne una nuova.

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PERMESSI E CONGEDI: LE OPPORTUNITA’ PER CHI SI PRENDE CURA DI UNA FAMILIARE

Chi si trova ad assistere un familiare con disabilità sa bene quanto possa essere complesso conciliare i tempi di cura con quelli del lavoro. Proprio per questo la legge prevede una serie di tutele che consentono ai lavoratori dipendenti di usufruire di permessi e congedi retribuiti, pensati per alleggerire il carico familiare. I permessi retribuiti La misura più conosciuta è quella dei permessi previsti dalla Legge 104/1992: fino a tre giorni al mese, che possono anche essere frazionati in ore. Ne possono beneficiare i genitori, il coniuge, il convivente di fatto o altri familiari fino al secondo grado (e in alcuni casi anche fino al terzo).Un aspetto importante da ricordare è che questi giorni possono essere richiesti da più familiari che assistono la stessa persona, ma non nello stesso giorno. Il prolungamento del congedo parentale Per i genitori di figli con disabilità grave, esiste una possibilità aggiuntiva: fino ai 12 anni del bambino, è previsto un prolungamento del congedo parentale che può arrivare a un massimo di tre anni complessivi. Questa misura rappresenta un’alternativa ai permessi mensili e consente di seguire più da vicino la crescita del figlio nei momenti più delicati. Il congedo straordinario Infine, c’è il congedo straordinario retribuito, pensato per le situazioni che richiedono una presenza costante. Può durare fino a due anni nell’arco della vita lavorativa e viene concesso secondo un ordine di priorità: prima il coniuge o convivente, poi i genitori, i figli e infine i fratelli o le sorelle. Per ottenerlo è necessario convivere con la persona da assistere e, a differenza dei permessi, non può essere fruito negli stessi giorni da più familiari. In pratica Permessi e congedi rappresentano strumenti fondamentali per chi deve garantire assistenza quotidiana a un familiare con disabilità. La normativa prevede diverse opzioni, che si adattano alle diverse situazioni familiari ed età del soggetto assistito.Per scegliere la soluzione più adatta è sempre bene valutare attentamente la propria posizione lavorativa e le necessità di cura, così da organizzare al meglio tempi e risorse, senza rinunciare al diritto all’assistenza.

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SERVIZI CONDOMINIALI SOSPENDIBILI: DIRITTO, DISCREZIONALITA’ E RESPONSABILITA’

Quando un condomino non paga regolarmente le spese, l’amministratore ha la possibilità – ma non l’obbligo – di sospendergli alcuni servizi comuni. Questa facoltà è prevista dall’art. 63 delle disposizioni attuative del codice civile e può essere esercitata solo dopo almeno sei mesi di morosità. Non si tratta però di una regola automatica: la decisione va valutata caso per caso, bilanciando da un lato il diritto del singolo proprietario e dall’altro la tutela dell’intera collettività condominiale. La legge e la giurisprudenza precisano che i servizi che si possono sospendere sono soltanto quelli non essenziali e tecnicamente separabili, cioè che possono essere interrotti al condomino moroso senza pregiudicare l’uso da parte degli altri. Per questo motivo, la gamma di servizi effettivamente sospendibili è piuttosto limitata. Non rientrano ad esempio tra i servizi sospendibili il riscaldamento centralizzato e l’acqua potabile, perché strettamente legati alla salute e all’abitabilità dell’alloggio. Più discutibile invece è il caso dell’ascensore: in linea di principio può essere escluso al moroso, ma non se lui o un suo familiare hanno disabilità che rendono le scale impraticabili. Altri servizi che possono essere sospesi, se tecnicamente possibile, sono il citofono o videocitofono, l’antenna satellitare condominiale, l’uso della piscina comune o alcune prestazioni del portiere, come il ritiro della posta o dei pacchi. Rimane invece dubbio il tema del cancello automatico, che incide anche sulla sicurezza: in alcuni casi si può disattivare solo il telecomando, lasciando comunque l’accesso con la chiave. Prima di sospendere un servizio, l’amministratore deve compiere una serie di verifiche: accertare che la morosità duri da oltre sei mesi, controllare che il servizio non sia essenziale, valutare la fattibilità tecnica e i costi dell’operazione, oltre a documentare ogni passaggio per evitare contestazioni. Non è obbligatorio avvisare formalmente il condomino, ma è comunque consigliabile farlo, sia per correttezza che per tutelarsi in eventuali cause. Anche i costi della sospensione meritano attenzione: inizialmente è il condominio a doverli anticipare, ma restano a carico del condomino moroso, che dovrà rimborsarli in un secondo momento. Va sottolineato però che l’amministratore non può agire in modo arbitrario. Se la sospensione è eccessiva o riguarda un servizio essenziale, rischia di rispondere civilmente per danni e, in situazioni più gravi, persino penalmente. Per questo è sempre consigliabile valutare l’impatto della decisione e, se possibile, cercare prima un accordo con il moroso, magari con un piano di rientro. In definitiva, la sospensione dei servizi è uno strumento legittimo che il legislatore mette a disposizione, ma che deve essere usato con prudenza. Più che un’arma punitiva, dovrebbe rappresentare l’ultima possibilità, da applicare solo quando ogni altra soluzione è fallita. L’amministratore, quindi, non è solo un gestore tecnico, ma sempre più una figura che deve coniugare competenze giuridiche e sensibilità umana.

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BONUS E AGEVOLAZIONI 2025

Bonus e Agevolazioni 2025: la guida definitiva per famiglie, lavoratori, studenti e pensionati Il 2025 segna l’arrivo di un’ampia gamma di bonus, incentivi e agevolazioni economiche pensate per sostenere cittadini e imprese in un momento storico caratterizzato da costi in aumento e necessità di supporto concreto. Gli aiuti spaziano dai sussidi per il reddito alle detrazioni fiscali per la casa, passando per contributi a favore di genitori, giovani, studenti e lavoratori.In questa guida completa, trovi tutti i principali bonus con importi, requisiti, durata e modalità di richiesta, così da sapere esattamente quali opportunità cogliere. 1. Sostegno al reddito: aiuti diretti per famiglie e persone fragili Assegno di Inclusione (AdI) È la misura principale di contrasto alla povertà dal 2024, rivolta alle famiglie più vulnerabili. 💡 Consiglio pratico: per ottenere importi maggiori, dichiarare correttamente il canone di affitto nel modello ISEE. Bonus sospensione AdI – Luglio 2025 Previsto per chi, terminati i 18 mesi di AdI, rinnova la domanda: Supporto Formazione e Lavoro (SFL) Un sostegno economico per chi è disoccupato e partecipa a percorsi formativi: Carta Acquisti Aiuto mensile per spese di prima necessità: Carta Dedicata a Te Credito annuale per spese quotidiane: Bonus bollette Sconto automatico per ridurre i costi di luce e gas: 2. Casa e utenze: affitti, climatizzatori e ristrutturazioni Bonus affitto giovani Bonus affitto studenti fuori sede Bonus condizionatori 3. Lavoro e assunzioni: incentivi per aziende e lavoratori Bonus assunzioni giovani Bonus assunzioni donne svantaggiate Bonus assunzioni percettori AdI/SFL 4. Famiglia e figli: aiuti per genitori e bambini Assegno Unico Bonus asilo nido Bonus mamme lavoratrici 5. Studenti: borse di studio e trasporti Borse di studio universitarie Bonus trasporti 6. Agevolazioni fiscali e lavori in casa Superbonus Bonus ristrutturazioni Bonus mobili ed elettrodomestici 🔍 Come ottenere questi bonus nel 2025 💡 Conclusione Il 2025 è un anno ricco di opportunità economiche per chi sa muoversi in tempo e conosce i requisiti.Che si tratti di ridurre le bollette, abbassare il costo dell’affitto o sostenere le spese per i figli, ogni famiglia o lavoratore può trovare almeno un’agevolazione su misura.

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LAVORI EDILI IN CONDOMINIO: QUALI SONO LE REGOLE DA RISPETTARE?

Ristrutturare casa in condominio: regole, orari e consigli per evitare litigi Ristrutturare il proprio appartamento in condominio è spesso necessario, ma può diventare motivo di discussioni se non si rispettano alcune regole di buon vicinato. Rumori, polvere e disagi sono inevitabili, ma si possono ridurre seguendo alcune indicazioni precise. Vediamo insieme quali sono le normative da conoscere, gli orari consentiti e le buone prassi per convivere serenamente anche durante i lavori edili. Non esiste una legge nazionale, ma contano i regolamenti locali Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non esiste una normativa nazionale che stabilisce gli orari per i lavori di ristrutturazione in condominio. La materia è disciplinata dai singoli Comuni, che regolano le attività rumorose (compresi i cantieri edili privati) per tutelare la quiete pubblica. Le regole possono variare non solo da città a città, ma a volte anche da quartiere a quartiere. Per questo è fondamentale consultare il sito istituzionale del Comune di riferimento o rivolgersi direttamente agli uffici competenti. Il ruolo del regolamento condominiale Anche il regolamento condominiale può stabilire ulteriori limitazioni sugli orari dei lavori. Tuttavia: Orari tipici consentiti per i lavori rumorosi Sebbene ogni Comune possa prevedere regole diverse, in generale i lavori rumorosi in condominio sono consentiti: Le cosiddette fasce orarie di silenzio (prima mattina, primo pomeriggio e sera) sono pensate per garantire il riposo e il diritto alla quiete dei residenti. Lavori rumorosi e non rumorosi: la differenza Alcuni regolamenti distinguono tra: In base a questa distinzione, i lavori non rumorosi possono essere svolti in fasce orarie più ampie, sempre nel rispetto del buon senso. Come comunicare l’inizio dei lavori in condominio Prima di iniziare i lavori è importante: Questo gesto semplice favorisce la convivenza e riduce le possibilità di conflitto. Se non vengono rispettati gli orari Se l’impresa o il proprietario non rispettano le fasce orarie: Conclusione Ristrutturare casa è un diritto, ma farlo nel rispetto dei regolamenti e degli altri condòmini è un dovere civico che contribuisce a mantenere un clima sereno all’interno del condominio. Prima di iniziare, informati sempre sulle regole locali, rispetta gli orari consentiti e comunica in modo chiaro ai vicini: piccole accortezze che fanno una grande differenza per tutti.

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BONUS MAMME 2025

Mamme lavoratrici: in arrivo 480 euro a dicembre 2025. Ecco chi può richiederlo e come fare domanda all’INPS Con la Legge di Bilancio 2025, il Governo ha introdotto un nuovo contributo mensile da 40 euro a favore delle lavoratrici madri con almeno due figli. Tuttavia, con il recente decreto-legge n. 95 del 30 giugno 2025, la misura è stata potenziata: lo stanziamento è salito da 300 a 480 milioni di euro, consentendo un’erogazione in un’unica soluzione di 480 euro a dicembre 2025. A chi spetta il contributo Il bonus è destinato alle mamme lavoratrici, ma con alcuni requisiti specifici: Inclusione delle lavoratrici autonome Una delle novità più rilevanti riguarda le lavoratrici autonome e le libere professioniste, che per la prima volta rientrano tra le beneficiarie. Questa apertura nasce dalla volontà di sostenere una categoria spesso esclusa dalle misure familiari, ma fortemente colpita dalla recente crisi economica. Il contributo è compatibile con altre forme di sostegno, come l’assegno unico universale, ma non è riconosciuto nei periodi di maternità obbligatoria o congedo parentale. Come fare domanda all’INPS: documenti richiesti e scadenze La richiesta andrà inoltrata esclusivamente online tramite il sito dell’INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS, a partire da gennaio 2025. Documentazione necessaria: Tempi e modalità di pagamento Il bonus verrà erogato a dicembre 2025 in un’unica soluzione (480 euro totali). Non sarà soggetto a IRPEF o contributi previdenziali, e non influirà sul calcolo dell’ISEE, così da non compromettere altri benefici economici. Differenze tra tipologie contrattuali e prospettive future La misura distingue tra lavoratrici stabili e precariato femminile, con l’obiettivo di riequilibrare l’accesso agli aiuti. Le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli continueranno a godere di agevolazioni contributive, mentre il contributo economico diretto è rivolto in particolare a precari e autonome, categorie spesso meno tutelate. Il Governo ha inoltre annunciato un monitoraggio trimestrale sull’efficacia del bonus, aprendo alla possibilità di ulteriori stanziamenti nel 2026, in base ai risultati ottenuti. In sintesi Il nuovo contributo rappresenta un passo importante verso il sostegno concreto alla maternità e al lavoro femminile, con particolare attenzione alle situazioni più fragili. Per chi rientra nei requisiti, l’appuntamento è a gennaio 2025 per l’invio delle domande, con un occhio a dicembre per l’accredito del bonus.

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