Nome dell'autore: Giulia.Cannatella14

GESTIONE CONDOMINIALE E AMMINISTRATORE: DIFFERENZE, RUOLI E RESPONSABILITA’

Nel linguaggio comune capita spesso di usare i termini gestione condominiale e amministratore di condominio come se fossero sinonimi. In realtà non lo sono: rappresentano due concetti distinti, anche se strettamente collegati.Capire questa differenza è utile non solo per chi vive in condominio, ma anche per chi lavora nel settore immobiliare. Cos’è la gestione condominiale La gestione condominiale è molto più di una persona che firma documenti o convoca assemblee.Si tratta di un processo complesso e multidimensionale che ha l’obiettivo di garantire il buon funzionamento, la conservazione e la valorizzazione di un condominio. In concreto, comprende: La gestione condominiale, quindi, non si esaurisce in una sola figura: può essere affidata a un amministratore, a uno studio professionale o addirittura a una società che si avvale di contabili, tecnici, legali e consulenti. Chi è l’amministratore di condominio L’amministratore di condominio, invece, è la persona fisica o giuridica che riceve formale incarico dall’assemblea per rappresentare legalmente il condominio (art. 1129 del Codice Civile). I suoi compiti principali sono: È quindi il regista della gestione condominiale, ma non coincide con essa: coordina le attività, organizza le risorse e, quando serve, si avvale di un team di supporto. Un esempio concreto Immaginiamo un grande condominio con impianto di riscaldamento centralizzato, ascensore, autorimessa e aree verdi. La differenza in una frase 👉 L’amministratore è il regista.👉 La gestione condominiale è lo spettacolo intero: dalle luci alla scenografia, fino al rapporto con il pubblico. Per questo, la qualità della vita condominiale non dipende solo dalla professionalità dell’amministratore, ma anche da una gestione ben strutturata, strumenti tecnologici adeguati e soprattutto dalla collaborazione dei condomini stessi.

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FONDO ALIMENTARE 2025: AL VIA LA ”CARTA DEDICATA A TE”

Con il messaggio n. 2519 del 1° settembre 2025, l’INPS ha fornito tutte le istruzioni operative per l’accesso e la gestione del Fondo Alimentare 2025 – Carta Dedicata a te, lo strumento con cui il Governo sostiene le famiglie in difficoltà nell’acquisto di generi alimentari di prima necessità. Chi sono i beneficiari La misura, come già negli anni precedenti, è destinata ai nuclei familiari residenti in Italia che rispettano alcuni requisiti.Non è prevista la presentazione di una domanda: i beneficiari vengono individuati direttamente dall’INPS e dai Comuni in base agli elenchi già disponibili. Per accedere alla carta è necessario che: La data di riferimento per la verifica dei requisiti è il 12 agosto 2025, giorno di pubblicazione del Decreto Interministeriale in Gazzetta Ufficiale. Chi resta escluso Il contributo non è riconosciuto ai nuclei che già percepiscono altre misure di sostegno economico, come l’Assegno di inclusione, il Reddito di cittadinanza, la Carta acquisti o qualsiasi altro sussidio erogato a livello nazionale, regionale o comunale.Sono esclusi anche i nuclei in cui almeno un componente percepisca ammortizzatori sociali quali NASpI, DIS-COLL, indennità di mobilità, cassa integrazione o analoghe forme di integrazione salariale e sostegno alla disoccupazione. Cosa si può acquistare Il contributo, pari a 500 euro, potrà essere utilizzato esclusivamente per comprare beni alimentari di prima necessità, elencati nell’allegato al decreto attuativo.Rientrano tra i prodotti ammessi: Sono invece escluse le bevande alcoliche. Gli acquisti potranno essere effettuati in tutti i negozi che vendono generi alimentari, mentre gli esercizi che avranno sottoscritto un’apposita convenzione con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) garantiranno anche sconti aggiuntivi ai titolari della carta. Modalità di utilizzo e scadenze Le carte sono nominative e vengono rese operative a partire da settembre 2025, con l’accredito del contributo. I beneficiari dovranno recarsi agli uffici postali per il ritiro, seguendo un calendario di scaglionamento predisposto. Attenzione però alle scadenze: Conferme e nuove emissioni Per chi ha già beneficiato della misura negli anni passati, nulla cambia: la carta in loro possesso sarà automaticamente ricaricata con l’importo previsto.Soltanto i nuovi beneficiari o coloro che hanno smarrito la tessera dovranno recarsi in posta per ritirarne una nuova.

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PERMESSI E CONGEDI: LE OPPORTUNITA’ PER CHI SI PRENDE CURA DI UNA FAMILIARE

Chi si trova ad assistere un familiare con disabilità sa bene quanto possa essere complesso conciliare i tempi di cura con quelli del lavoro. Proprio per questo la legge prevede una serie di tutele che consentono ai lavoratori dipendenti di usufruire di permessi e congedi retribuiti, pensati per alleggerire il carico familiare. I permessi retribuiti La misura più conosciuta è quella dei permessi previsti dalla Legge 104/1992: fino a tre giorni al mese, che possono anche essere frazionati in ore. Ne possono beneficiare i genitori, il coniuge, il convivente di fatto o altri familiari fino al secondo grado (e in alcuni casi anche fino al terzo).Un aspetto importante da ricordare è che questi giorni possono essere richiesti da più familiari che assistono la stessa persona, ma non nello stesso giorno. Il prolungamento del congedo parentale Per i genitori di figli con disabilità grave, esiste una possibilità aggiuntiva: fino ai 12 anni del bambino, è previsto un prolungamento del congedo parentale che può arrivare a un massimo di tre anni complessivi. Questa misura rappresenta un’alternativa ai permessi mensili e consente di seguire più da vicino la crescita del figlio nei momenti più delicati. Il congedo straordinario Infine, c’è il congedo straordinario retribuito, pensato per le situazioni che richiedono una presenza costante. Può durare fino a due anni nell’arco della vita lavorativa e viene concesso secondo un ordine di priorità: prima il coniuge o convivente, poi i genitori, i figli e infine i fratelli o le sorelle. Per ottenerlo è necessario convivere con la persona da assistere e, a differenza dei permessi, non può essere fruito negli stessi giorni da più familiari. In pratica Permessi e congedi rappresentano strumenti fondamentali per chi deve garantire assistenza quotidiana a un familiare con disabilità. La normativa prevede diverse opzioni, che si adattano alle diverse situazioni familiari ed età del soggetto assistito.Per scegliere la soluzione più adatta è sempre bene valutare attentamente la propria posizione lavorativa e le necessità di cura, così da organizzare al meglio tempi e risorse, senza rinunciare al diritto all’assistenza.

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SERVIZI CONDOMINIALI SOSPENDIBILI: DIRITTO, DISCREZIONALITA’ E RESPONSABILITA’

Quando un condomino non paga regolarmente le spese, l’amministratore ha la possibilità – ma non l’obbligo – di sospendergli alcuni servizi comuni. Questa facoltà è prevista dall’art. 63 delle disposizioni attuative del codice civile e può essere esercitata solo dopo almeno sei mesi di morosità. Non si tratta però di una regola automatica: la decisione va valutata caso per caso, bilanciando da un lato il diritto del singolo proprietario e dall’altro la tutela dell’intera collettività condominiale. La legge e la giurisprudenza precisano che i servizi che si possono sospendere sono soltanto quelli non essenziali e tecnicamente separabili, cioè che possono essere interrotti al condomino moroso senza pregiudicare l’uso da parte degli altri. Per questo motivo, la gamma di servizi effettivamente sospendibili è piuttosto limitata. Non rientrano ad esempio tra i servizi sospendibili il riscaldamento centralizzato e l’acqua potabile, perché strettamente legati alla salute e all’abitabilità dell’alloggio. Più discutibile invece è il caso dell’ascensore: in linea di principio può essere escluso al moroso, ma non se lui o un suo familiare hanno disabilità che rendono le scale impraticabili. Altri servizi che possono essere sospesi, se tecnicamente possibile, sono il citofono o videocitofono, l’antenna satellitare condominiale, l’uso della piscina comune o alcune prestazioni del portiere, come il ritiro della posta o dei pacchi. Rimane invece dubbio il tema del cancello automatico, che incide anche sulla sicurezza: in alcuni casi si può disattivare solo il telecomando, lasciando comunque l’accesso con la chiave. Prima di sospendere un servizio, l’amministratore deve compiere una serie di verifiche: accertare che la morosità duri da oltre sei mesi, controllare che il servizio non sia essenziale, valutare la fattibilità tecnica e i costi dell’operazione, oltre a documentare ogni passaggio per evitare contestazioni. Non è obbligatorio avvisare formalmente il condomino, ma è comunque consigliabile farlo, sia per correttezza che per tutelarsi in eventuali cause. Anche i costi della sospensione meritano attenzione: inizialmente è il condominio a doverli anticipare, ma restano a carico del condomino moroso, che dovrà rimborsarli in un secondo momento. Va sottolineato però che l’amministratore non può agire in modo arbitrario. Se la sospensione è eccessiva o riguarda un servizio essenziale, rischia di rispondere civilmente per danni e, in situazioni più gravi, persino penalmente. Per questo è sempre consigliabile valutare l’impatto della decisione e, se possibile, cercare prima un accordo con il moroso, magari con un piano di rientro. In definitiva, la sospensione dei servizi è uno strumento legittimo che il legislatore mette a disposizione, ma che deve essere usato con prudenza. Più che un’arma punitiva, dovrebbe rappresentare l’ultima possibilità, da applicare solo quando ogni altra soluzione è fallita. L’amministratore, quindi, non è solo un gestore tecnico, ma sempre più una figura che deve coniugare competenze giuridiche e sensibilità umana.

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BONUS E AGEVOLAZIONI 2025

Bonus e Agevolazioni 2025: la guida definitiva per famiglie, lavoratori, studenti e pensionati Il 2025 segna l’arrivo di un’ampia gamma di bonus, incentivi e agevolazioni economiche pensate per sostenere cittadini e imprese in un momento storico caratterizzato da costi in aumento e necessità di supporto concreto. Gli aiuti spaziano dai sussidi per il reddito alle detrazioni fiscali per la casa, passando per contributi a favore di genitori, giovani, studenti e lavoratori.In questa guida completa, trovi tutti i principali bonus con importi, requisiti, durata e modalità di richiesta, così da sapere esattamente quali opportunità cogliere. 1. Sostegno al reddito: aiuti diretti per famiglie e persone fragili Assegno di Inclusione (AdI) È la misura principale di contrasto alla povertà dal 2024, rivolta alle famiglie più vulnerabili. 💡 Consiglio pratico: per ottenere importi maggiori, dichiarare correttamente il canone di affitto nel modello ISEE. Bonus sospensione AdI – Luglio 2025 Previsto per chi, terminati i 18 mesi di AdI, rinnova la domanda: Supporto Formazione e Lavoro (SFL) Un sostegno economico per chi è disoccupato e partecipa a percorsi formativi: Carta Acquisti Aiuto mensile per spese di prima necessità: Carta Dedicata a Te Credito annuale per spese quotidiane: Bonus bollette Sconto automatico per ridurre i costi di luce e gas: 2. Casa e utenze: affitti, climatizzatori e ristrutturazioni Bonus affitto giovani Bonus affitto studenti fuori sede Bonus condizionatori 3. Lavoro e assunzioni: incentivi per aziende e lavoratori Bonus assunzioni giovani Bonus assunzioni donne svantaggiate Bonus assunzioni percettori AdI/SFL 4. Famiglia e figli: aiuti per genitori e bambini Assegno Unico Bonus asilo nido Bonus mamme lavoratrici 5. Studenti: borse di studio e trasporti Borse di studio universitarie Bonus trasporti 6. Agevolazioni fiscali e lavori in casa Superbonus Bonus ristrutturazioni Bonus mobili ed elettrodomestici 🔍 Come ottenere questi bonus nel 2025 💡 Conclusione Il 2025 è un anno ricco di opportunità economiche per chi sa muoversi in tempo e conosce i requisiti.Che si tratti di ridurre le bollette, abbassare il costo dell’affitto o sostenere le spese per i figli, ogni famiglia o lavoratore può trovare almeno un’agevolazione su misura.

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LAVORI EDILI IN CONDOMINIO: QUALI SONO LE REGOLE DA RISPETTARE?

Ristrutturare casa in condominio: regole, orari e consigli per evitare litigi Ristrutturare il proprio appartamento in condominio è spesso necessario, ma può diventare motivo di discussioni se non si rispettano alcune regole di buon vicinato. Rumori, polvere e disagi sono inevitabili, ma si possono ridurre seguendo alcune indicazioni precise. Vediamo insieme quali sono le normative da conoscere, gli orari consentiti e le buone prassi per convivere serenamente anche durante i lavori edili. Non esiste una legge nazionale, ma contano i regolamenti locali Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non esiste una normativa nazionale che stabilisce gli orari per i lavori di ristrutturazione in condominio. La materia è disciplinata dai singoli Comuni, che regolano le attività rumorose (compresi i cantieri edili privati) per tutelare la quiete pubblica. Le regole possono variare non solo da città a città, ma a volte anche da quartiere a quartiere. Per questo è fondamentale consultare il sito istituzionale del Comune di riferimento o rivolgersi direttamente agli uffici competenti. Il ruolo del regolamento condominiale Anche il regolamento condominiale può stabilire ulteriori limitazioni sugli orari dei lavori. Tuttavia: Orari tipici consentiti per i lavori rumorosi Sebbene ogni Comune possa prevedere regole diverse, in generale i lavori rumorosi in condominio sono consentiti: Le cosiddette fasce orarie di silenzio (prima mattina, primo pomeriggio e sera) sono pensate per garantire il riposo e il diritto alla quiete dei residenti. Lavori rumorosi e non rumorosi: la differenza Alcuni regolamenti distinguono tra: In base a questa distinzione, i lavori non rumorosi possono essere svolti in fasce orarie più ampie, sempre nel rispetto del buon senso. Come comunicare l’inizio dei lavori in condominio Prima di iniziare i lavori è importante: Questo gesto semplice favorisce la convivenza e riduce le possibilità di conflitto. Se non vengono rispettati gli orari Se l’impresa o il proprietario non rispettano le fasce orarie: Conclusione Ristrutturare casa è un diritto, ma farlo nel rispetto dei regolamenti e degli altri condòmini è un dovere civico che contribuisce a mantenere un clima sereno all’interno del condominio. Prima di iniziare, informati sempre sulle regole locali, rispetta gli orari consentiti e comunica in modo chiaro ai vicini: piccole accortezze che fanno una grande differenza per tutti.

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BONUS MAMME 2025

Mamme lavoratrici: in arrivo 480 euro a dicembre 2025. Ecco chi può richiederlo e come fare domanda all’INPS Con la Legge di Bilancio 2025, il Governo ha introdotto un nuovo contributo mensile da 40 euro a favore delle lavoratrici madri con almeno due figli. Tuttavia, con il recente decreto-legge n. 95 del 30 giugno 2025, la misura è stata potenziata: lo stanziamento è salito da 300 a 480 milioni di euro, consentendo un’erogazione in un’unica soluzione di 480 euro a dicembre 2025. A chi spetta il contributo Il bonus è destinato alle mamme lavoratrici, ma con alcuni requisiti specifici: Inclusione delle lavoratrici autonome Una delle novità più rilevanti riguarda le lavoratrici autonome e le libere professioniste, che per la prima volta rientrano tra le beneficiarie. Questa apertura nasce dalla volontà di sostenere una categoria spesso esclusa dalle misure familiari, ma fortemente colpita dalla recente crisi economica. Il contributo è compatibile con altre forme di sostegno, come l’assegno unico universale, ma non è riconosciuto nei periodi di maternità obbligatoria o congedo parentale. Come fare domanda all’INPS: documenti richiesti e scadenze La richiesta andrà inoltrata esclusivamente online tramite il sito dell’INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS, a partire da gennaio 2025. Documentazione necessaria: Tempi e modalità di pagamento Il bonus verrà erogato a dicembre 2025 in un’unica soluzione (480 euro totali). Non sarà soggetto a IRPEF o contributi previdenziali, e non influirà sul calcolo dell’ISEE, così da non compromettere altri benefici economici. Differenze tra tipologie contrattuali e prospettive future La misura distingue tra lavoratrici stabili e precariato femminile, con l’obiettivo di riequilibrare l’accesso agli aiuti. Le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli continueranno a godere di agevolazioni contributive, mentre il contributo economico diretto è rivolto in particolare a precari e autonome, categorie spesso meno tutelate. Il Governo ha inoltre annunciato un monitoraggio trimestrale sull’efficacia del bonus, aprendo alla possibilità di ulteriori stanziamenti nel 2026, in base ai risultati ottenuti. In sintesi Il nuovo contributo rappresenta un passo importante verso il sostegno concreto alla maternità e al lavoro femminile, con particolare attenzione alle situazioni più fragili. Per chi rientra nei requisiti, l’appuntamento è a gennaio 2025 per l’invio delle domande, con un occhio a dicembre per l’accredito del bonus.

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EMERGENZA CALDO: NUOVO PROTOCOLLO PER LA SICUREZZA NEL LUOGHI DI LAVORO

Emergenza Caldo: Via Libera al Nuovo Protocollo per la Sicurezza sul Lavoro Previste nuove misure nei piani di sicurezza aziendali per fronteggiare i rischi legati al cambiamento climatico. Disponibile anche la mappa aggiornata delle ordinanze regionali. L’Italia è attualmente colpita da un’intensa ondata di calore, con temperature che in diverse aree del Paese hanno già oltrepassato i 40°C. Questa situazione meteorologica estrema rappresenta un rischio crescente per numerosi settori lavorativi, soprattutto per chi opera all’aperto o in ambienti privi di climatizzazione. A seguito dell’approvazione, lo scorso 19 giugno, delle Linee di indirizzo per la tutela dei lavoratori esposti a calore e radiazione solare da parte della Conferenza delle Regioni, il Ministero del Lavoro ha firmato il 2 luglio 2025, insieme alle parti sociali, un nuovo Protocollo nazionale per il contenimento dei rischi lavorativi legati ai cambiamenti climatici. Un piano strutturato per proteggere i lavoratori Il documento introduce una serie di misure organiche per tutelare la salute nei periodi con condizioni meteo particolarmente gravose. Il protocollo sarà adottato tramite decreto ministeriale e attuato con specifici accordi territoriali, siglati tra le parti sociali. Tra le misure indicate per prevenire il rischio da “caldo severo”: Cantieri e attività esterne: misure aggiuntive obbligatorie Per le attività rientranti nel Titolo IV del D.Lgs. 81/2008 (cantieri temporanei o mobili), i Coordinatori per la Sicurezza in fase di progettazione devono considerare il rischio microclimatico all’interno del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), prevedendo misure preventive come pause in aree ombreggiate, spostamento degli orari di lavoro e accesso a bevande. Analogamente, i datori di lavoro delle ditte appaltatrici dovranno aggiornare i POS (Piani Operativi di Sicurezza) con specifiche misure di prevenzione e protezione, come l’adeguatezza dei DPI alla stagione, l’organizzazione delle pause, e la disponibilità di acqua e zone d’ombra. Ogni datore di lavoro dovrà inoltre monitorare quotidianamente le previsioni meteo tramite il portale ufficiale del Ministero della Salute (salute.gov.it/caldo) e adottare tempestivamente le contromisure necessarie. Sostegni alle imprese: ammortizzatori sociali e flessibilità contrattuale Il nuovo protocollo prevede anche l’estensione degli ammortizzatori sociali (in particolare, Cassa Integrazione) per i casi di sospensione o riduzione dell’attività causata da temperature elevate, anche per lavoratori stagionali. L’INPS, con il messaggio n. 2130 del 3 luglio 2025, ha precisato che le domande saranno accolte anche con temperature percepite inferiori ai 35°C, se sussistono condizioni oggettive di rischio. Tra le tutele per le imprese, si segnala che eventuali ritardi nei lavori dovuti a ordinanze di sospensione o a condizioni climatiche proibitive non comporteranno penalità contrattuali. Inoltre, l’INAIL potrà riconoscere premi o incentivi per le imprese che adottano misure virtuose per la salute e la sicurezza sul lavoro, senza generare maggiori costi per la finanza pubblica. Mappa aggiornata delle Ordinanze Regionali contro il Caldo Quasi tutte le Regioni italiane hanno emanato ordinanze che vietano il lavoro in condizioni di esposizione diretta al sole nelle ore più calde della giornata (generalmente tra le 12:30 e le 16:00) nei giorni in cui il sistema nazionale Worklimate segnala un livello di rischio “Alto” per i lavoratori esposti. Oltre al divieto, le ordinanze regionali raccomandano l’applicazione delle nuove Linee guida nazionali per la protezione dei lavoratori esposti a calore e radiazioni solari. Stato attuale delle ordinanze regionali 2025: Regione Stato Ordinanza Abruzzo Emanata Basilicata Emanata Calabria Emanata Campania Emanata Emilia-Romagna Emanata Friuli Venezia Giulia Emanata Lazio Emanata Liguria Emanata Lombardia Emanata Marche Emanata Molise Emanata Piemonte Emanata Puglia Emanata Sardegna Emanata Sicilia Emanata Toscana Emanata Trento e Bolzano Non emanata Umbria Emanata Valle d’Aosta Non emanata Veneto Emanata

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DETRAZIONI FISCALI 730/2025 PER LE SPESE DEI FIGLI: SCUOLA, UNIVERSITA’ E SPOR

Anche per l’anno fiscale 2025, i genitori possono beneficiare di importanti agevolazioni fiscali sulle spese sostenute per i figli. In fase di compilazione del modello 730, è possibile richiedere detrazioni per i costi legati all’istruzione scolastica e universitaria, oltre che per le attività sportive praticate dai minori. Spese scolastiche detraibili È riconosciuta una detrazione del 19% su numerose spese scolastiche, tra cui: Non sono invece detraibili le spese per materiale didattico, cartoleria e libri di testo. I limiti massimi detraibili variano in base al tipo di istituto frequentato: Spese universitarie La detrazione del 19% si applica anche ai costi per la frequenza di: Inoltre, per gli studenti fuori sede, è possibile richiedere una detrazione fino a 2.633 euro all’anno per le spese di affitto. Attività sportive per bambini e ragazzi I genitori possono detrarre il 19% delle spese sportive sostenute per figli di età compresa tra i 5 e i 18 anni, a condizione che siano svolte in strutture riconosciute come: L’importo massimo detraibile è di 210 euro per figlio. Requisiti per ottenere le detrazioni Per poter usufruire delle detrazioni, le spese devono essere tracciabili e documentate. Sono considerati validi solo i pagamenti effettuati tramite: È fondamentale conservare tutte le ricevute e la documentazione che dimostri la spesa, poiché potrebbe essere richiesta in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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AD UN’ANNO DALL’ ENTRATA UN VIGORE DEL DECRETO SALVA CA, QUALI REGIONI SI SONO ADEGUATE AL SALVA CASA?

Ad un anno dall’entrata in vigore del Decreto Salva Casa (D.L. 69/2024 convertito nella Legge 105/2024), il panorama regionale italiano mostra un quadro in evoluzione sul fronte dell’adeguamento normativo e operativo. Il decreto ha introdotto importanti semplificazioni in materia edilizia, impattando in modo concreto su pratiche, procedimenti autorizzativi e contenziosi legati agli immobili. Le Regioni italiane, chiamate ad adeguarsi, hanno risposto in maniera differenziata: alcune hanno già adottato normative regionali o atti applicativi, altre sono ancora in fase di recepimento o non hanno ancora avviato il processo. Tra le Regioni che si sono già attivate troviamo Lombardia e Sicilia, che hanno approvato specifiche leggi regionali, mentre Lazio ha prodotto più atti e circolari operative per guidare gli enti locali e i professionisti. Anche Marche, Sardegna, Veneto, Campania, Umbria, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia hanno avviato l’adeguamento attraverso leggi, delibere o documenti preliminari. In alcune Regioni come Abruzzo e Lazio sono in corso proposte di legge che potrebbero presto entrare in vigore, mentre altre – come Basilicata, Calabria, Liguria, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta – risultano ancora non adeguate formalmente, anche se i Comuni devono comunque recepire la modulistica nazionale. Infatti, con l’Accordo in Conferenza Unificata del 27 marzo 2025, sono state stabilite le scadenze per l’adozione obbligatoria della nuova modulistica edilizia unificata, adeguata al Salva Casa. Le Regioni avevano tempo fino al 9 maggio 2025 per allinearsi, mentre i Comuni, a prescindere dalle Regioni, dovevano adottare e pubblicare i nuovi moduli entro il 23 maggio. A partire dal 24 maggio 2025, in assenza di recepimento regionale, tutti i Comuni devono utilizzare la modulistica nazionale, comprendente modelli aggiornati di SCIA, Permesso di Costruire, SCIA alternativa e CILA. Sul piano operativo, numerose Regioni – tra cui Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Toscana e Umbria – hanno pubblicato la modulistica aggiornata al 2025, scaricabile in formato PDF. I moduli includono tutte le tipologie di titoli abilitativi richiesti, con integrazioni specifiche per alcune aree come le CILA per opere interne o le relazioni asseverate. In conclusione, mentre l’adeguamento regionale prosegue in modo disomogeneo, la modulistica nazionale è già vincolante per tutti i Comuni, e rappresenta lo standard operativo a cui riferirsi in mancanza di atti regionali specifici.

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