PENSIONATI 2024: QUANDO LA PENSIONE SI PUO’ CUMULARE CON LAVORO AUTONOMO E QUANDO NO

Ogni anno l’INPS ricorda ai pensionati le regole da seguire se, oltre alla pensione, svolgono anche un’attività lavorativa.Per il 2024, chi è andato in pensione entro quest’anno e ha guadagnato qualcosa da lavoro autonomo (cioè attività svolta in proprio, anche occasionale) deve comunicarlo all’INPS entro il 31 ottobre 2025.La data è la stessa prevista per la dichiarazione dei redditi. Non tutti, però, devono fare questa comunicazione.Sono esclusi dall’obbligo i pensionati di vecchiaia, quelli di anzianità e chi percepisce un assegno o una pensione di invalidità con decorrenza anteriore al 31 dicembre 1994.Non devono dichiarare nemmeno coloro che hanno maturato almeno 40 anni di contributi, perché per loro non valgono più i limiti di cumulo tra pensione e redditi da lavoro. I limiti al cumulo restano invece per alcune categorie di pensionati.Ad esempio, per chi riceve un assegno o una pensione di invalidità più alta del trattamento minimo, ma ha meno di 40 anni di contributi e continua a lavorare, sia come dipendente sia come autonomo.In questi casi, se i redditi da lavoro superano il trattamento minimo annuo, l’INPS può applicare delle riduzioni sulla pensione.Lo stesso vale per i pensionati di anzianità che hanno trasformato il loro rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time. Le trattenute vengono fatte in modo diverso a seconda del tipo di lavoro.Se si tratta di lavoro dipendente, il datore di lavoro trattiene il 50% della parte di pensione che supera il trattamento minimo e versa la somma all’ente previdenziale.Se invece si tratta di lavoro autonomo, la trattenuta è pari al 30% della parte di pensione che supera il trattamento minimo, ma non può superare il 30% del reddito guadagnato. Anche chi lavora all’estero deve comunicare la propria attività all’INPS, indicando la data di inizio, il numero di giornate lavorate e l’importo mensile della retribuzione. Nel comunicare i redditi da lavoro autonomo, bisogna indicare gli importi al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, ma prima delle tasse.Chi svolge un’attività d’impresa può anche sottrarre eventuali perdite deducibili dell’anno di riferimento. È importante non dimenticare questa comunicazione: chi non la presenta rischia una sanzione pesante, pari a un intero anno di pensione percepita nel periodo in questione. Infine, per l’anno successivo (cioè il 2025), l’INPS permette di inviare anche una dichiarazione preventiva, dove il pensionato indica quanto prevede di guadagnare.In questo modo, l’ente potrà calcolare in anticipo eventuali trattenute provvisorie, che poi saranno regolate in base al reddito effettivo.

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