Ottobre 2025

BONUS RISTRUTTURAZIONI ED ECOBONUS: PROPROGA PER IL 2026

Il Documento Programmatico di Bilancio (DPB) 2026–2028, inviato dal Governo alla Commissione Europea e al Parlamento italiano, conferma la proroga per tutto il 2026 delle attuali agevolazioni fiscali per interventi di ristrutturazione edilizia e di efficientamento energetico. Aliquote confermate Per il 2026 restano in vigore le seguenti percentuali di detrazione: Senza la proroga, le aliquote sarebbero scese — come previsto dalla Legge di Bilancio 2024 — al 36% per la prima casa e al 30% per le seconde abitazioni a partire dal 2026. Interventi ammessi Rientrano nei bonus edilizi 2026 tutti gli interventi già previsti dai due principali incentivi: Spese ammissibili Oltre ai lavori, sono detraibili anche le spese professionali connesse: Limiti e modalità di detrazione

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PENSIONATI 2024: QUANDO LA PENSIONE SI PUO’ CUMULARE CON LAVORO AUTONOMO E QUANDO NO

Ogni anno l’INPS ricorda ai pensionati le regole da seguire se, oltre alla pensione, svolgono anche un’attività lavorativa.Per il 2024, chi è andato in pensione entro quest’anno e ha guadagnato qualcosa da lavoro autonomo (cioè attività svolta in proprio, anche occasionale) deve comunicarlo all’INPS entro il 31 ottobre 2025.La data è la stessa prevista per la dichiarazione dei redditi. Non tutti, però, devono fare questa comunicazione.Sono esclusi dall’obbligo i pensionati di vecchiaia, quelli di anzianità e chi percepisce un assegno o una pensione di invalidità con decorrenza anteriore al 31 dicembre 1994.Non devono dichiarare nemmeno coloro che hanno maturato almeno 40 anni di contributi, perché per loro non valgono più i limiti di cumulo tra pensione e redditi da lavoro. I limiti al cumulo restano invece per alcune categorie di pensionati.Ad esempio, per chi riceve un assegno o una pensione di invalidità più alta del trattamento minimo, ma ha meno di 40 anni di contributi e continua a lavorare, sia come dipendente sia come autonomo.In questi casi, se i redditi da lavoro superano il trattamento minimo annuo, l’INPS può applicare delle riduzioni sulla pensione.Lo stesso vale per i pensionati di anzianità che hanno trasformato il loro rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time. Le trattenute vengono fatte in modo diverso a seconda del tipo di lavoro.Se si tratta di lavoro dipendente, il datore di lavoro trattiene il 50% della parte di pensione che supera il trattamento minimo e versa la somma all’ente previdenziale.Se invece si tratta di lavoro autonomo, la trattenuta è pari al 30% della parte di pensione che supera il trattamento minimo, ma non può superare il 30% del reddito guadagnato. Anche chi lavora all’estero deve comunicare la propria attività all’INPS, indicando la data di inizio, il numero di giornate lavorate e l’importo mensile della retribuzione. Nel comunicare i redditi da lavoro autonomo, bisogna indicare gli importi al netto dei contributi previdenziali e assistenziali, ma prima delle tasse.Chi svolge un’attività d’impresa può anche sottrarre eventuali perdite deducibili dell’anno di riferimento. È importante non dimenticare questa comunicazione: chi non la presenta rischia una sanzione pesante, pari a un intero anno di pensione percepita nel periodo in questione. Infine, per l’anno successivo (cioè il 2025), l’INPS permette di inviare anche una dichiarazione preventiva, dove il pensionato indica quanto prevede di guadagnare.In questo modo, l’ente potrà calcolare in anticipo eventuali trattenute provvisorie, che poi saranno regolate in base al reddito effettivo.

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ALLOGGIO DEL PORTIERE: CHI PAGA LE SPESE CONDOMINIALI, LE BOLLETTE E IL RISCALDAMENTO?

Meta description (160 caratteri):Scopri chi paga le spese e le bollette dell’alloggio del portiere: cosa dice la legge, come funziona il comodato gratuito e cosa prevede il CCNL. Il ruolo del portiere nei condomìni: una figura indispensabile Nei condomìni di grandi dimensioni, soprattutto nelle città, la figura del portiere è ancora oggi una presenza preziosa.Si occupa della sorveglianza, della custodia dello stabile, della gestione delle chiavi e della pulizia degli spazi comuni. È la persona che garantisce sicurezza, ordine e disponibilità quotidiana ai residenti. Per agevolare il suo lavoro, molti condomìni mettono a disposizione del portiere un piccolo appartamento all’interno dell’edificio, spesso offerto in comodato d’uso gratuito.Ma chi paga le spese relative a questa abitazione? E a chi spettano le bollette? L’alloggio del portiere è una parte comune del condominio Secondo il Codice Civile, l’alloggio del portiere rientra tra le parti comuni dell’edificio. È considerato un “locale di servizio comune”, al pari della portineria o della lavanderia condominiale. Questo significa che l’appartamento non è di proprietà del portiere, ma del condominio nel suo complesso.Di conseguenza, tutte le spese di manutenzione ordinaria e straordinaria — come tinteggiature, riparazioni o lavori agli impianti — vengono suddivise tra i condomini, in base ai millesimi o a quanto stabilito dal regolamento. Comodato d’uso gratuito: cosa significa per il portiere Quando l’alloggio viene concesso in comodato d’uso gratuito, il portiere può utilizzarlo senza pagare un affitto.Questo tipo di contratto serve a garantire la sua presenza costante nello stabile, ma prevede anche alcuni obblighi: Anche se l’accordo prevede un piccolo rimborso per le utenze, il contratto resta comunque di comodato gratuito. Spese condominiali dell’alloggio del portiere: chi le paga La gestione delle spese dipende dal regolamento condominiale e dal contratto di comodato, ma in generale la suddivisione è chiara. A carico del condominio: A carico del portiere: Chi paga luce, acqua e riscaldamento del portiere Il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) per i portieri stabilisce chiaramente la ripartizione delle utenze: Se l’impianto di riscaldamento non è funzionante o non viene fornito, il portiere ha diritto a un’indennità sostitutiva, anch’essa a carico dei condomini. Le altre utenze (come il gas per cucinare o eventuali abbonamenti personali) restano invece di competenza del portiere. Come evitare conflitti: consigli per amministratori e condomini Per prevenire malintesi e discussioni, è fondamentale che l’amministratore condominiale specifichi tutto per iscritto.Nel regolamento condominiale e nel contratto di comodato dovrebbero essere indicati: Una gestione chiara e trasparente tutela sia il condominio che il portiere, evitando future controversie. In sintesi L’alloggio del portiere è un bene comune del condominio, concesso in comodato d’uso gratuito per agevolare il lavoro di sorveglianza e custodia.Le spese di manutenzione e riscaldamento restano a carico del condominio, mentre le utenze personali e i tributi domestici spettano al portiere. Stabilire tutto in modo preciso nel regolamento condominiale e nel contratto è la chiave per garantire serenità e collaborazione tra tutte le parti coinvolte.

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