Giugno 2025

DETRAZIONI FISCALI 730/2025 PER LE SPESE DEI FIGLI: SCUOLA, UNIVERSITA’ E SPOR

Anche per l’anno fiscale 2025, i genitori possono beneficiare di importanti agevolazioni fiscali sulle spese sostenute per i figli. In fase di compilazione del modello 730, è possibile richiedere detrazioni per i costi legati all’istruzione scolastica e universitaria, oltre che per le attività sportive praticate dai minori. Spese scolastiche detraibili È riconosciuta una detrazione del 19% su numerose spese scolastiche, tra cui: Non sono invece detraibili le spese per materiale didattico, cartoleria e libri di testo. I limiti massimi detraibili variano in base al tipo di istituto frequentato: Spese universitarie La detrazione del 19% si applica anche ai costi per la frequenza di: Inoltre, per gli studenti fuori sede, è possibile richiedere una detrazione fino a 2.633 euro all’anno per le spese di affitto. Attività sportive per bambini e ragazzi I genitori possono detrarre il 19% delle spese sportive sostenute per figli di età compresa tra i 5 e i 18 anni, a condizione che siano svolte in strutture riconosciute come: L’importo massimo detraibile è di 210 euro per figlio. Requisiti per ottenere le detrazioni Per poter usufruire delle detrazioni, le spese devono essere tracciabili e documentate. Sono considerati validi solo i pagamenti effettuati tramite: È fondamentale conservare tutte le ricevute e la documentazione che dimostri la spesa, poiché potrebbe essere richiesta in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

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AD UN’ANNO DALL’ ENTRATA UN VIGORE DEL DECRETO SALVA CA, QUALI REGIONI SI SONO ADEGUATE AL SALVA CASA?

Ad un anno dall’entrata in vigore del Decreto Salva Casa (D.L. 69/2024 convertito nella Legge 105/2024), il panorama regionale italiano mostra un quadro in evoluzione sul fronte dell’adeguamento normativo e operativo. Il decreto ha introdotto importanti semplificazioni in materia edilizia, impattando in modo concreto su pratiche, procedimenti autorizzativi e contenziosi legati agli immobili. Le Regioni italiane, chiamate ad adeguarsi, hanno risposto in maniera differenziata: alcune hanno già adottato normative regionali o atti applicativi, altre sono ancora in fase di recepimento o non hanno ancora avviato il processo. Tra le Regioni che si sono già attivate troviamo Lombardia e Sicilia, che hanno approvato specifiche leggi regionali, mentre Lazio ha prodotto più atti e circolari operative per guidare gli enti locali e i professionisti. Anche Marche, Sardegna, Veneto, Campania, Umbria, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia hanno avviato l’adeguamento attraverso leggi, delibere o documenti preliminari. In alcune Regioni come Abruzzo e Lazio sono in corso proposte di legge che potrebbero presto entrare in vigore, mentre altre – come Basilicata, Calabria, Liguria, Molise, Piemonte, Puglia, Toscana, Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta – risultano ancora non adeguate formalmente, anche se i Comuni devono comunque recepire la modulistica nazionale. Infatti, con l’Accordo in Conferenza Unificata del 27 marzo 2025, sono state stabilite le scadenze per l’adozione obbligatoria della nuova modulistica edilizia unificata, adeguata al Salva Casa. Le Regioni avevano tempo fino al 9 maggio 2025 per allinearsi, mentre i Comuni, a prescindere dalle Regioni, dovevano adottare e pubblicare i nuovi moduli entro il 23 maggio. A partire dal 24 maggio 2025, in assenza di recepimento regionale, tutti i Comuni devono utilizzare la modulistica nazionale, comprendente modelli aggiornati di SCIA, Permesso di Costruire, SCIA alternativa e CILA. Sul piano operativo, numerose Regioni – tra cui Abruzzo, Basilicata, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Toscana e Umbria – hanno pubblicato la modulistica aggiornata al 2025, scaricabile in formato PDF. I moduli includono tutte le tipologie di titoli abilitativi richiesti, con integrazioni specifiche per alcune aree come le CILA per opere interne o le relazioni asseverate. In conclusione, mentre l’adeguamento regionale prosegue in modo disomogeneo, la modulistica nazionale è già vincolante per tutti i Comuni, e rappresenta lo standard operativo a cui riferirsi in mancanza di atti regionali specifici.

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SALVA CASA SALVINI: CHIARIMENTI

Salva Casa: chiarimenti di ANCI e ANCE su tolleranze, sanatorie e cambi di destinazione d’uso Tolleranze costruttive: cosa cambia davvero?Uno dei punti centrali del decreto “Salva Casa” riguarda le tolleranze costruttive. ANCI e ANCE hanno chiarito che le tolleranze non metriche non sono applicabili agli immobili sottoposti a vincolo, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 42/2004. Questo significa che qualsiasi edificio situato in un’area vincolata, sia esso di rilevanza culturale o paesaggistica, non potrà beneficiare di queste deroghe, indipendentemente dal suo valore architettonico. Dal punto di vista temporale, le nuove tolleranze (in percentuale) si applicano solo alle difformità realizzate fino al 24 maggio 2024. Per gli interventi successivi, resta in vigore il limite tradizionale del 2%. Inoltre, le tolleranze — comprese quelle sulle distanze — non possono essere applicate alle sanatorie relative a titoli edilizi rilasciati prima di ottobre 1977, come specificato nell’art. 34-ter del Testo Unico Edilizia. Un’altra precisazione riguarda la tolleranza del 2% sui requisiti igienico-sanitari, prevista dal D.M. 5 luglio 1975. Non è possibile, ad esempio, ridurre le altezze minime degli ambienti abitativi sotto i 2,40 metri, a meno che non venga presentato un progetto conforme all’art. 24 del D.P.R. 380/2001. Per il calcolo delle superfici e delle tolleranze nei fabbricati plurifamiliari, il riferimento resta la singola unità immobiliare. In mancanza di indicazioni più precise, prevale un’interpretazione restrittiva, mantenendo la soglia del 2%. Sanatorie edilizie e vincoli: cosa è possibile regolarizzare?Sulle parziali difformità edilizie, soprattutto per interventi antecedenti alla Legge 10/1977, l’ANCI ha chiarito che l’art. 34-ter consente la regolarizzazione tramite SCIA, purché le opere siano state realizzate entro la validità del titolo edilizio originario, senza necessità di verifica di conformità urbanistica o igienico-sanitaria. Una posizione confermata anche dalla giurisprudenza, che ammette il rilascio della sanatoria anche senza l’agibilità, eventualmente ottenibile successivamente. Nel caso di SCIA in sanatoria (artt. 36-bis e 37 del D.P.R. 380/2001), è obbligatoria la stima dell’aumento del valore venale o una dichiarazione tecnica, utile al calcolo della sanzione amministrativa. Anche in presenza di vincolo sismico sopravvenuto, l’intervento potrà essere sanato purché conforme alle norme in vigore all’epoca della sua realizzazione. Sul piano economico, l’ANCI ha ribadito che l’oblazione corrisponde al doppio dell’incremento del valore venale, con un tetto tra 1.032 e 10.326 euro, ridotto a metà in caso di doppia conformità. Malgrado le difficoltà legate alle tempistiche dell’Agenzia delle Entrate, questa regola è già pienamente operativa. Titoli edilizi e stato legittimo dell’immobile: quale documentazione serve?Definire lo stato legittimo dell’immobile resta uno degli aspetti più delicati. Secondo il Ministero, è sufficiente che l’ultimo titolo edilizio indichi i riferimenti ai titoli precedenti. Tuttavia, il Consiglio di Stato (sentenza n. 4127/2025) richiede invece un controllo rigoroso da parte delle amministrazioni. In attesa di un chiarimento definitivo, la modulistica unificata introdotta il 23 maggio 2025 offre comunque uno strumento pratico per i professionisti. Cambi di destinazione d’uso: cosa prevede Salva Casa?Sul fronte dei cambi d’uso, viene confermato che i cambi orizzontali (all’interno della stessa categoria funzionale) sono esentati dal pagamento di oneri urbanistici, come stabilito dalla FAQ D.2.1.4 delle linee guida ministeriali. Per i cambi verticali (tra diverse destinazioni funzionali), la “prevalenza funzionale” può essere determinata in base al numero di unità immobiliari, e non necessariamente alla superficie, salvo diverse indicazioni locali. Nei casi di piani terra e seminterrati, l’applicazione delle agevolazioni previste dal decreto dipende da specifiche normative regionali. In assenza di queste, il cambio d’uso resta possibile, ma senza deroghe sui costi. Recupero abitativo e deroghe igienico-sanitarieIl decreto apre anche alla possibilità di recuperare locali non conformi, in particolare negli edifici storici, purché sia presentato un progetto che garantisca condizioni igienico-sanitarie accettabili. Si tratta di una disposizione transitoria, il cui impatto varia in base alle normative locali. Recupero dei sottotetti: quando si può derogare alle distanzeIl recupero abitativo dei sottotetti può avvenire anche in deroga alle distanze minime tra edifici previste dalla normativa (come i 10 metri tra pareti finestrate o i 3 metri dai confini), salvo norme comunali più restrittive. Tuttavia, non è una deroga automatica. Sono richieste alcune condizioni fondamentali: In breve, non è ammesso modificare l’involucro dell’edificio per guadagnare nuova volumetria.

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QUATTORDICESIMA PENSIONATI A LUGLIO

Quattordicesima pensionati luglio 2025: chi la riceve, quanto spetta e come funziona Con l’arrivo dell’estate, torna anche la cosiddetta quattordicesima mensilità, un bonus che riguarda non solo molti lavoratori dipendenti, ma anche una parte dei pensionati. Vediamo come funziona per questi ultimi, chi ne ha diritto, quando viene erogata e a quanto ammonta. Quando viene pagata la quattordicesima ai pensionati Per i pensionati, la quattordicesima viene accreditata automaticamente dall’INPS nei mesi di luglio o dicembre, a seconda di quando vengono maturati i requisiti previsti. Introdotta con la Legge 127/2007 e successivamente modificata dalla Legge 232/2016, la misura è pensata per supportare i pensionati con redditi medio-bassi. Nel dettaglio: Il pagamento è provvisorio e verrà poi confermato una volta disponibili i redditi definitivi. A chi spetta la quattordicesima Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che rispettano tutti questi requisiti: A quanto ammonta la quattordicesima L’importo della quattordicesima varia in base al reddito e agli anni di contribuzione del pensionato. In generale, si va da: Questa misura rappresenta un aiuto concreto per i pensionati con redditi più bassi, pensata per alleggerire le spese estive o natalizie. L’INPS provvede al pagamento in modo automatico, quindi non è necessario presentare domanda, salvo casi particolari in cui i redditi non siano immediatamente disponibili.

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L’UTILIZZO DEL PUVIALE PER LO SCARICO DELLA CONDENSA DEL CONDIZIONATORE

Utilizzo del pluviale condominiale per lo scarico della condensa del condizionatore: correttezza e normativa Nel contesto condominiale, i pluviali rappresentano beni comuni in quanto tubazioni esterne destinate alla raccolta e allo scarico delle acque meteoriche, con funzione essenziale alla tutela delle strutture e della sicurezza dell’edificio studiomarianorusso.itcondominiocaffe.it+8dequo.it+8condominioweb.com+8. L’utilizzo di tali infrastrutture è regolato dall’art. 1102 del Codice civile, che consente ai condomini l’uso della cosa comune purché non ne alterino la destinazione né ne impediscano l’uso agli altri in pari misura legislazionetecnica.it+5dequo.it+5ntpluscondominio.ilsole24ore.com+5. Cosa consente la legge Cosa è vietato Consenso assembleare Conclusioni e raccomandazioni Aspetto Valutazione Legalità dello scarico condensa nel pluviale ✖️ Vietato: altera la destinazione d’uso Necessità di autorizzazione ✅ Serve l’assemblea, ex art. 1102 c.c. Rischi in caso di installazione non conforme ✅ Rimozione obbligatoria, possibile denuncia o sanzione Riferimenti normativi e giurisprudenziali In sintesi, l’utilizzo del pluviale condominiale per scaricare la condensa del condizionatore risulta non conforme alla normativa, giurisprudenzialmente inequivocabilmente vietato, a meno che non intervenga una deliberazione dell’assemblea condominiale che autorizzi esplicitamente tale operazione.

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