SALVA CASA SALVINI: CHIARIMENTI

Salva Casa: chiarimenti di ANCI e ANCE su tolleranze, sanatorie e cambi di destinazione d’uso Tolleranze costruttive: cosa cambia davvero?Uno dei punti centrali del decreto “Salva Casa” riguarda le tolleranze costruttive. ANCI e ANCE hanno chiarito che le tolleranze non metriche non sono applicabili agli immobili sottoposti a vincolo, secondo quanto previsto dal D.Lgs. 42/2004. Questo significa che qualsiasi edificio situato in un’area vincolata, sia esso di rilevanza culturale o paesaggistica, non potrà beneficiare di queste deroghe, indipendentemente dal suo valore architettonico. Dal punto di vista temporale, le nuove tolleranze (in percentuale) si applicano solo alle difformità realizzate fino al 24 maggio 2024. Per gli interventi successivi, resta in vigore il limite tradizionale del 2%. Inoltre, le tolleranze — comprese quelle sulle distanze — non possono essere applicate alle sanatorie relative a titoli edilizi rilasciati prima di ottobre 1977, come specificato nell’art. 34-ter del Testo Unico Edilizia. Un’altra precisazione riguarda la tolleranza del 2% sui requisiti igienico-sanitari, prevista dal D.M. 5 luglio 1975. Non è possibile, ad esempio, ridurre le altezze minime degli ambienti abitativi sotto i 2,40 metri, a meno che non venga presentato un progetto conforme all’art. 24 del D.P.R. 380/2001. Per il calcolo delle superfici e delle tolleranze nei fabbricati plurifamiliari, il riferimento resta la singola unità immobiliare. In mancanza di indicazioni più precise, prevale un’interpretazione restrittiva, mantenendo la soglia del 2%. Sanatorie edilizie e vincoli: cosa è possibile regolarizzare?Sulle parziali difformità edilizie, soprattutto per interventi antecedenti alla Legge 10/1977, l’ANCI ha chiarito che l’art. 34-ter consente la regolarizzazione tramite SCIA, purché le opere siano state realizzate entro la validità del titolo edilizio originario, senza necessità di verifica di conformità urbanistica o igienico-sanitaria. Una posizione confermata anche dalla giurisprudenza, che ammette il rilascio della sanatoria anche senza l’agibilità, eventualmente ottenibile successivamente. Nel caso di SCIA in sanatoria (artt. 36-bis e 37 del D.P.R. 380/2001), è obbligatoria la stima dell’aumento del valore venale o una dichiarazione tecnica, utile al calcolo della sanzione amministrativa. Anche in presenza di vincolo sismico sopravvenuto, l’intervento potrà essere sanato purché conforme alle norme in vigore all’epoca della sua realizzazione. Sul piano economico, l’ANCI ha ribadito che l’oblazione corrisponde al doppio dell’incremento del valore venale, con un tetto tra 1.032 e 10.326 euro, ridotto a metà in caso di doppia conformità. Malgrado le difficoltà legate alle tempistiche dell’Agenzia delle Entrate, questa regola è già pienamente operativa. Titoli edilizi e stato legittimo dell’immobile: quale documentazione serve?Definire lo stato legittimo dell’immobile resta uno degli aspetti più delicati. Secondo il Ministero, è sufficiente che l’ultimo titolo edilizio indichi i riferimenti ai titoli precedenti. Tuttavia, il Consiglio di Stato (sentenza n. 4127/2025) richiede invece un controllo rigoroso da parte delle amministrazioni. In attesa di un chiarimento definitivo, la modulistica unificata introdotta il 23 maggio 2025 offre comunque uno strumento pratico per i professionisti. Cambi di destinazione d’uso: cosa prevede Salva Casa?Sul fronte dei cambi d’uso, viene confermato che i cambi orizzontali (all’interno della stessa categoria funzionale) sono esentati dal pagamento di oneri urbanistici, come stabilito dalla FAQ D.2.1.4 delle linee guida ministeriali. Per i cambi verticali (tra diverse destinazioni funzionali), la “prevalenza funzionale” può essere determinata in base al numero di unità immobiliari, e non necessariamente alla superficie, salvo diverse indicazioni locali. Nei casi di piani terra e seminterrati, l’applicazione delle agevolazioni previste dal decreto dipende da specifiche normative regionali. In assenza di queste, il cambio d’uso resta possibile, ma senza deroghe sui costi. Recupero abitativo e deroghe igienico-sanitarieIl decreto apre anche alla possibilità di recuperare locali non conformi, in particolare negli edifici storici, purché sia presentato un progetto che garantisca condizioni igienico-sanitarie accettabili. Si tratta di una disposizione transitoria, il cui impatto varia in base alle normative locali. Recupero dei sottotetti: quando si può derogare alle distanzeIl recupero abitativo dei sottotetti può avvenire anche in deroga alle distanze minime tra edifici previste dalla normativa (come i 10 metri tra pareti finestrate o i 3 metri dai confini), salvo norme comunali più restrittive. Tuttavia, non è una deroga automatica. Sono richieste alcune condizioni fondamentali: In breve, non è ammesso modificare l’involucro dell’edificio per guadagnare nuova volumetria.

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QUATTORDICESIMA PENSIONATI A LUGLIO

Quattordicesima pensionati luglio 2025: chi la riceve, quanto spetta e come funziona Con l’arrivo dell’estate, torna anche la cosiddetta quattordicesima mensilità, un bonus che riguarda non solo molti lavoratori dipendenti, ma anche una parte dei pensionati. Vediamo come funziona per questi ultimi, chi ne ha diritto, quando viene erogata e a quanto ammonta. Quando viene pagata la quattordicesima ai pensionati Per i pensionati, la quattordicesima viene accreditata automaticamente dall’INPS nei mesi di luglio o dicembre, a seconda di quando vengono maturati i requisiti previsti. Introdotta con la Legge 127/2007 e successivamente modificata dalla Legge 232/2016, la misura è pensata per supportare i pensionati con redditi medio-bassi. Nel dettaglio: Il pagamento è provvisorio e verrà poi confermato una volta disponibili i redditi definitivi. A chi spetta la quattordicesima Hanno diritto alla quattordicesima i pensionati che rispettano tutti questi requisiti: A quanto ammonta la quattordicesima L’importo della quattordicesima varia in base al reddito e agli anni di contribuzione del pensionato. In generale, si va da: Questa misura rappresenta un aiuto concreto per i pensionati con redditi più bassi, pensata per alleggerire le spese estive o natalizie. L’INPS provvede al pagamento in modo automatico, quindi non è necessario presentare domanda, salvo casi particolari in cui i redditi non siano immediatamente disponibili.

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L’UTILIZZO DEL PUVIALE PER LO SCARICO DELLA CONDENSA DEL CONDIZIONATORE

Utilizzo del pluviale condominiale per lo scarico della condensa del condizionatore: correttezza e normativa Nel contesto condominiale, i pluviali rappresentano beni comuni in quanto tubazioni esterne destinate alla raccolta e allo scarico delle acque meteoriche, con funzione essenziale alla tutela delle strutture e della sicurezza dell’edificio studiomarianorusso.itcondominiocaffe.it+8dequo.it+8condominioweb.com+8. L’utilizzo di tali infrastrutture è regolato dall’art. 1102 del Codice civile, che consente ai condomini l’uso della cosa comune purché non ne alterino la destinazione né ne impediscano l’uso agli altri in pari misura legislazionetecnica.it+5dequo.it+5ntpluscondominio.ilsole24ore.com+5. Cosa consente la legge Cosa è vietato Consenso assembleare Conclusioni e raccomandazioni Aspetto Valutazione Legalità dello scarico condensa nel pluviale ✖️ Vietato: altera la destinazione d’uso Necessità di autorizzazione ✅ Serve l’assemblea, ex art. 1102 c.c. Rischi in caso di installazione non conforme ✅ Rimozione obbligatoria, possibile denuncia o sanzione Riferimenti normativi e giurisprudenziali In sintesi, l’utilizzo del pluviale condominiale per scaricare la condensa del condizionatore risulta non conforme alla normativa, giurisprudenzialmente inequivocabilmente vietato, a meno che non intervenga una deliberazione dell’assemblea condominiale che autorizzi esplicitamente tale operazione.

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BONUS DONNE 2025

Bonus Donne 2025: Esonero Contributivo per l’Assunzione di Lavoratrici Svantaggiate Con il decreto-legge “Coesione”, è stato introdotto il Bonus Donne 2025, un’importante misura di incentivo all’occupazione femminile rivolta ai datori di lavoro privati. Il provvedimento prevede l’esonero totale (100%) dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a un massimo di 650 euro mensili per lavoratrice, per 24 mesi, con esclusione dei premi e contributi INAIL. Chi può accedere al Bonus Condizioni per ottenere l’esonero Incremento occupazionale L’assunzione deve determinare un incremento netto dell’occupazione aziendale, calcolato rispetto alla media dei lavoratori nei 12 mesi precedenti. Durata e limiti dell’esonero Gestione e applicazione Le modalità operative e contabili sono definite dalla Circolare INPS n. 91/2025, in coerenza con i programmi nazionali finanziati dai fondi UE 2021-2027. Fonte: Circolare INPS 12 maggio 2025, n. 91 | Decreto-legge CoesionePer approfondimenti, consulta le istruzioni ufficiali pubblicate da INPS e Ministero del Lavor

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LA CATTIVA GESTIONE DELL’AMMINISTRATORE CONDOMINIALE

Cos’è la mala gestio condominiale? La mala gestio è la cattiva gestione dell’amministrazione condominiale da parte dell’amministratore. Si verifica quando l’amministratore opera in modo negligente, poco trasparente o addirittura scorretto, provocando danni economici al condominio e compromettendo il buon funzionamento della vita condominiale. Quali sono i doveri dell’amministratore di condominio? L’amministratore ha precisi obblighi legali, tra cui: Quando si può parlare di mala gestio? Si parla di mala gestio quando l’amministratore: Compie atti contrari alla legge o al mandato: È inadempiente o negligente: Questi comportamenti possono causare danni economici al condominio, che ricadono su tutti i condòmini. Che responsabilità ha l’amministratore? L’amministratore può essere ritenuto responsabile civilmente e penalmente: Responsabilità civile Responsabilità penale Si configura quando commette reati, come: Cosa possono fare i condòmini? Di fronte a irregolarità, i condòmini possono agire in diversi modi: – Richiedere la revoca dell’amministratore La Legge n. 220/2012 prevede la possibilità di revocare l’incarico in presenza di gravi irregolarità, anche su richiesta di un singolo condòmino al giudice. -Avviare un’azione legale per risarcimento danni Se il condominio ha subito danni economici a causa della mala gestio, è possibile agire in giudizio. È però fondamentale raccogliere prove concrete, come: -Denunciare penalmente l’amministratore Nei casi più gravi, come appropriazioni indebite, si può procedere penalmente. Conclusione L’amministratore ha il compito di tutelare il condominio con professionalità, trasparenza e diligenza. Quando ciò non avviene, è importante sapere che i condòmini hanno strumenti legali per difendersi e ottenere giustizia. Una corretta amministrazione è infatti essenziale per il buon vivere comune e la salvaguardia del patrimonio immobiliare.

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