Febbraio 2026

SPESE CONDOMINIALI: SI POSSONO DIVIDERE IN PARTI UGUALI?

Nel condominio la regola generale prevede che le spese comuni vengano ripartite secondo il valore millesimale di ciascuna unità immobiliare. Tuttavia, questo criterio non è inderogabile: esistono casi in cui i costi possono essere suddivisi in misura uguale tra tutti i proprietari, ma solo a determinate condizioni. Vediamo nel dettaglio quando ciò è consentito dalla legge. Il criterio ordinario: proporzionalità ai millesimi Il riferimento normativo principale è l’art. 1123 del codice civile, secondo cui le spese necessarie per la conservazione e il godimento delle parti comuni, per i servizi di interesse comune e per le innovazioni deliberate dall’assemblea, devono essere sostenute dai condomini in proporzione al valore della proprietà di ciascuno, salvo diverso accordo. Il principio di fondo è quindi quello della proporzionalità: chi possiede una quota maggiore dell’edificio contribuisce in misura maggiore alle spese comuni. La possibilità di una diversa ripartizione Lo stesso articolo, però, prevede espressamente la possibilità di una “diversa convenzione”. Ciò significa che i condomini possono accordarsi per adottare un criterio alternativo rispetto a quello millesimale, ad esempio una suddivisione delle spese in parti uguali tra tutte le unità immobiliari. La giurisprudenza ha confermato questa possibilità. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22824/2013, ha chiarito che il criterio legale può essere derogato, purché vi sia un accordo valido e unanime tra tutti i condomini. In tal caso, la scelta di dividere i costi in modo paritario è legittima, anche se comporta effetti economici differenti rispetto alla ripartizione proporzionale. Non basta la maggioranza assembleare È importante precisare che una semplice delibera approvata a maggioranza non è sufficiente per modificare i criteri di ripartizione delle spese. Una decisione di questo tipo sarebbe in contrasto con l’art. 1123 c.c. e potrebbe essere impugnata. Per introdurre un criterio diverso è necessario il consenso unanime di tutti i proprietari, formalizzato in un’apposita convenzione. Come deve essere formalizzato l’accordo L’accordo unanime può risultare: Affinché la deroga sia opponibile anche ai futuri acquirenti, è necessario che la clausola sia inserita nel regolamento contrattuale e richiamata nei singoli atti di trasferimento, oppure che sia adeguatamente trascritta nei pubblici registri immobiliari. In assenza di tali presupposti, il nuovo proprietario potrebbe non essere vincolato al criterio di ripartizione diverso da quello legale. In conclusione La suddivisione delle spese condominiali in parti uguali è possibile, ma rappresenta un’eccezione rispetto alla regola generale della proporzionalità ai millesimi. Per essere valida ed efficace, richiede l’accordo unanime di tutti i condomini e una corretta formalizzazione giuridica, soprattutto per garantire la sua efficacia nei confronti dei successivi acquirenti.

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BONUS E AGEVOLAZIONI PER REDDITI BASSI NEL 2026: COSA CAMBIA E COME ACCEDERVI

Anche nel 2026 le famiglie con redditi medio-bassi possono accedere a numerosi bonus e agevolazioni pubbliche. Il sistema degli incentivi viene in parte confermato e in parte rinnovato, con importanti novità legate soprattutto al nuovo calcolo dell’ISEE, entrato in vigore dal 1° gennaio 2026. Per ottenere qualsiasi prestazione agevolata è indispensabile presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU), documento necessario per il rilascio dell’ISEE. Il nostro CAF e Patronato offre assistenza completa nella compilazione e nell’aggiornamento della DSU, nonché nella presentazione delle domande all’INPS e agli enti competenti. Nuovo calcolo ISEE 2026: più vantaggi per famiglie e nuclei numerosi Con l’ultima legge di bilancio, l’INPS ha chiarito le nuove modalità di calcolo dell’ISEE, che risultano più favorevoli per molte famiglie: Queste modifiche determinano, in molti casi, un abbassamento dell’ISEE, consentendo l’accesso a bonus prima esclusi o a importi più elevati. Bonus luce e gas 2026 Il bonus sociale per energia elettrica e gas viene riconosciuto automaticamente dopo verifica dei requisiti tramite il Sistema Informativo Integrato. Bonus energia elettrica L’importo varia in base alla composizione del nucleo familiare: Bonus gas L’importo dipende da: Gli importi variano indicativamente: Soglie ISEE: Bonus per disagio fisico e patologie gravi È confermato il contributo per famiglie in cui sia presente una persona affetta da gravi patologie che richiedono l’uso continuativo di apparecchiature elettromedicali. Il beneficio è calcolato sull’extra consumo energetico: La domanda può essere presentata presso il Comune di residenza, tramite CAF o enti convenzionati. Carte per le spese essenziali Carta Acquisti Prevede un contributo di 80 euro ogni due mesi per: È utilizzabile per alimenti, farmaci e bollette.La richiesta può essere presentata tramite Poste Italiane, INPS o CAF. Carta “Dedicata a Te” Contributo una tantum di 500 euro per beni di prima necessità, destinato a nuclei con ISEE fino a 15.000 euro, individuati da INPS e Comuni. Incentivi per famiglie con figli Le domande si presentano tramite portale INPS, con il supporto del CAF. Bonus psicologo e agevolazioni scuola Aggiornamento ISEE e scadenze INPS Tutti gli ISEE elaborati nel 2025 sono scaduti il 31 dicembre 2025.Chi beneficia di prestazioni legate all’ISEE deve presentare il nuovo documento: Le domande respinte con il vecchio ISEE saranno riesaminate automaticamente con il nuovo calcolo, senza ulteriori adempimenti.

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