Settembre 2025

COME RICHIEDERE E UTILIZZARE IL BONUS PSICOLOGO 2025

Con la circolare n. 124 dell’11 settembre 2025, l’INPS ha fornito le istruzioni pratiche per individuare i beneficiari del contributo destinato a coprire le spese per le sedute di psicoterapia, nonché le modalità di presentazione delle domande e di erogazione del sostegno economico per l’anno 2025. Le indicazioni seguono l’entrata in vigore del decreto del Ministro della Salute, emanato congiuntamente al Ministro dell’Economia e delle Finanze il 10 luglio 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 184 del 9 agosto 2025. La misura è stata resa permanente dall’articolo 1, comma 538, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 (legge di Bilancio 2023). Il decreto ministeriale del 10 luglio 2025 (D.I. 2025) disciplina le modalità di presentazione delle istanze e di erogazione del beneficio per il 2025, oltre a stabilire la ripartizione delle risorse tra Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano-Alto Adige per gli anni 2024 e 2025. Il contributo può essere richiesto una sola volta per ogni anno da chi, al momento della domanda, soddisfi i seguenti requisiti: Il sostegno economico, che non può superare l’importo di 1.500 euro a persona, è differenziato in base al valore dell’ISEE del richiedente: Le domande per il 2025 potranno essere inoltrate dal 15 settembre al 14 novembre 2025. Al momento della richiesta, il cittadino deve essere in possesso di un’attestazione ISEE valida e conforme. Qualora l’ISEE presenti omissioni o difformità, sarà necessario presentare una nuova DSU per regolarizzare la posizione e permettere la valutazione dell’istanza. Terminate le procedure di presentazione, saranno predisposte graduatorie distinte per ciascuna Regione e Provincia autonoma, sulla base del valore ISEE (dal più basso) e, in caso di parità, dell’ordine cronologico delle domande. Gli esiti saranno comunicati via SMS o e-mail e resi disponibili online nella sezione “Ricevute e provvedimenti”. In caso di accoglimento, il provvedimento indicherà sia l’importo del beneficio riconosciuto sia il codice univoco personale. Tale codice dovrà essere fornito allo psicoterapeuta per ogni seduta, scegliendolo tra i professionisti aderenti all’iniziativa e iscritti all’albo degli psicologi con annotazione come psicoterapeuti, segnalati al Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP). Il pagamento, fino a un massimo di 50 euro per seduta, sarà corrisposto direttamente al professionista nelle modalità da lui indicate: i beneficiari, quindi, non riceveranno alcun accredito diretto. Il contributo dovrà essere utilizzato entro 270 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie; decorso tale termine, il codice univoco verrà automaticamente annullato. A partire dal 2025, è introdotta una novità: i beneficiari che non svolgano almeno una seduta entro 60 giorni dalla comunicazione di accoglimento decadono dal diritto al contributo, con conseguente scorrimento delle graduatorie (una sola volta). Per questo motivo, i professionisti sono tenuti a confermare tempestivamente la prima seduta, comunque non oltre il limite dei 60 giorni.

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AMMINISTRATORE DI CONDOMINIO: COMPITI LEGALI E RUOLO SOCIALE

Quando pensiamo all’amministratore di condominio, di solito lo immaginiamo come la persona che riscuote le spese, convoca le assemblee e controlla i conti. Tutto vero. Ma questa visione è limitata. Nella realtà quotidiana, l’amministratore svolge un ruolo molto più ampio: non è solo un professionista regolato dal codice civile, ma anche un punto di riferimento sociale, capace di migliorare la convivenza condominiale. Cosa dice la legge Il codice civile (artt. 1129 e 1130) stabilisce i principali compiti dell’amministratore di condominio: Questi doveri sono chiari, ma chi vive in condominio sa che non bastano. Nella vita di tutti i giorni emergono conflitti, rapporti umani difficili e problemi pratici che richiedono sensibilità e mediazione. Il ruolo sociale dell’amministratore di condominio 1. Mediatore nei conflitti Un cane che abbaia di notte, un parcheggio conteso, rumori fastidiosi. In teoria basta applicare il regolamento condominiale. In pratica, un bravo amministratore sceglie la mediazione: convoca le parti, stimola il dialogo e cerca soluzioni condivise. Così evita tensioni e costose cause legali. 2. Educatore alla sicurezza Impianti elettrici obsoleti, scale non a norma, garage pericolosi: un amministratore attento non si limita a segnalare il problema. Convoca assemblee straordinarie, coinvolge esperti e sensibilizza i condomini. Diventa così un vero promotore della sicurezza comune. 3. Promotore di inclusione Una famiglia con un figlio disabile chiede una rampa per accedere all’edificio. Alcuni vicini si oppongono per motivi estetici. L’amministratore ricorda la legge 13/1989 e spiega che il diritto all’accessibilità viene prima. Grazie a un approccio pratico e rispettoso, la rampa viene realizzata. 4. Facilitatore di solidarietà La legge obbliga ad agire contro i morosi (art. 63 disp. att. c.c.). Ma se un pensionato non riesce a pagare, l’amministratore può proporre un piano di rientro sostenibile, approvato dall’assemblea. In questo modo tutela il condominio senza penalizzare chi attraversa un momento difficile. 5. Diffusore di informazione civica Normative energetiche, bonus edilizi, nuove regole sulla sicurezza: spesso i condomini faticano a capirle. Alcuni amministratori organizzano incontri o inviano guide semplificate. Un servizio in più che rende i condomini protagonisti consapevoli delle decisioni. Perché il ruolo sociale è fondamentale Un condominio non è soltanto un insieme di appartamenti: è una piccola comunità. In sintesi, l’amministratore di condominio è sì un professionista regolato dalla legge, ma può essere molto di più: Ogni condominio è lo specchio in miniatura della società. E l’amministratore, con il suo lavoro spesso silenzioso, contribuisce ogni giorno a renderla più giusta, civile e vivibile.

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GESTIONE CONDOMINIALE E AMMINISTRATORE: DIFFERENZE, RUOLI E RESPONSABILITA’

Nel linguaggio comune capita spesso di usare i termini gestione condominiale e amministratore di condominio come se fossero sinonimi. In realtà non lo sono: rappresentano due concetti distinti, anche se strettamente collegati.Capire questa differenza è utile non solo per chi vive in condominio, ma anche per chi lavora nel settore immobiliare. Cos’è la gestione condominiale La gestione condominiale è molto più di una persona che firma documenti o convoca assemblee.Si tratta di un processo complesso e multidimensionale che ha l’obiettivo di garantire il buon funzionamento, la conservazione e la valorizzazione di un condominio. In concreto, comprende: La gestione condominiale, quindi, non si esaurisce in una sola figura: può essere affidata a un amministratore, a uno studio professionale o addirittura a una società che si avvale di contabili, tecnici, legali e consulenti. Chi è l’amministratore di condominio L’amministratore di condominio, invece, è la persona fisica o giuridica che riceve formale incarico dall’assemblea per rappresentare legalmente il condominio (art. 1129 del Codice Civile). I suoi compiti principali sono: È quindi il regista della gestione condominiale, ma non coincide con essa: coordina le attività, organizza le risorse e, quando serve, si avvale di un team di supporto. Un esempio concreto Immaginiamo un grande condominio con impianto di riscaldamento centralizzato, ascensore, autorimessa e aree verdi. La differenza in una frase 👉 L’amministratore è il regista.👉 La gestione condominiale è lo spettacolo intero: dalle luci alla scenografia, fino al rapporto con il pubblico. Per questo, la qualità della vita condominiale non dipende solo dalla professionalità dell’amministratore, ma anche da una gestione ben strutturata, strumenti tecnologici adeguati e soprattutto dalla collaborazione dei condomini stessi.

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FONDO ALIMENTARE 2025: AL VIA LA ”CARTA DEDICATA A TE”

Con il messaggio n. 2519 del 1° settembre 2025, l’INPS ha fornito tutte le istruzioni operative per l’accesso e la gestione del Fondo Alimentare 2025 – Carta Dedicata a te, lo strumento con cui il Governo sostiene le famiglie in difficoltà nell’acquisto di generi alimentari di prima necessità. Chi sono i beneficiari La misura, come già negli anni precedenti, è destinata ai nuclei familiari residenti in Italia che rispettano alcuni requisiti.Non è prevista la presentazione di una domanda: i beneficiari vengono individuati direttamente dall’INPS e dai Comuni in base agli elenchi già disponibili. Per accedere alla carta è necessario che: La data di riferimento per la verifica dei requisiti è il 12 agosto 2025, giorno di pubblicazione del Decreto Interministeriale in Gazzetta Ufficiale. Chi resta escluso Il contributo non è riconosciuto ai nuclei che già percepiscono altre misure di sostegno economico, come l’Assegno di inclusione, il Reddito di cittadinanza, la Carta acquisti o qualsiasi altro sussidio erogato a livello nazionale, regionale o comunale.Sono esclusi anche i nuclei in cui almeno un componente percepisca ammortizzatori sociali quali NASpI, DIS-COLL, indennità di mobilità, cassa integrazione o analoghe forme di integrazione salariale e sostegno alla disoccupazione. Cosa si può acquistare Il contributo, pari a 500 euro, potrà essere utilizzato esclusivamente per comprare beni alimentari di prima necessità, elencati nell’allegato al decreto attuativo.Rientrano tra i prodotti ammessi: Sono invece escluse le bevande alcoliche. Gli acquisti potranno essere effettuati in tutti i negozi che vendono generi alimentari, mentre gli esercizi che avranno sottoscritto un’apposita convenzione con il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (MASAF) garantiranno anche sconti aggiuntivi ai titolari della carta. Modalità di utilizzo e scadenze Le carte sono nominative e vengono rese operative a partire da settembre 2025, con l’accredito del contributo. I beneficiari dovranno recarsi agli uffici postali per il ritiro, seguendo un calendario di scaglionamento predisposto. Attenzione però alle scadenze: Conferme e nuove emissioni Per chi ha già beneficiato della misura negli anni passati, nulla cambia: la carta in loro possesso sarà automaticamente ricaricata con l’importo previsto.Soltanto i nuovi beneficiari o coloro che hanno smarrito la tessera dovranno recarsi in posta per ritirarne una nuova.

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