PERMESSI E CONGEDI: LE OPPORTUNITA’ PER CHI SI PRENDE CURA DI UNA FAMILIARE
Chi si trova ad assistere un familiare con disabilità sa bene quanto possa essere complesso conciliare i tempi di cura con quelli del lavoro. Proprio per questo la legge prevede una serie di tutele che consentono ai lavoratori dipendenti di usufruire di permessi e congedi retribuiti, pensati per alleggerire il carico familiare. I permessi retribuiti La misura più conosciuta è quella dei permessi previsti dalla Legge 104/1992: fino a tre giorni al mese, che possono anche essere frazionati in ore. Ne possono beneficiare i genitori, il coniuge, il convivente di fatto o altri familiari fino al secondo grado (e in alcuni casi anche fino al terzo).Un aspetto importante da ricordare è che questi giorni possono essere richiesti da più familiari che assistono la stessa persona, ma non nello stesso giorno. Il prolungamento del congedo parentale Per i genitori di figli con disabilità grave, esiste una possibilità aggiuntiva: fino ai 12 anni del bambino, è previsto un prolungamento del congedo parentale che può arrivare a un massimo di tre anni complessivi. Questa misura rappresenta un’alternativa ai permessi mensili e consente di seguire più da vicino la crescita del figlio nei momenti più delicati. Il congedo straordinario Infine, c’è il congedo straordinario retribuito, pensato per le situazioni che richiedono una presenza costante. Può durare fino a due anni nell’arco della vita lavorativa e viene concesso secondo un ordine di priorità: prima il coniuge o convivente, poi i genitori, i figli e infine i fratelli o le sorelle. Per ottenerlo è necessario convivere con la persona da assistere e, a differenza dei permessi, non può essere fruito negli stessi giorni da più familiari. In pratica Permessi e congedi rappresentano strumenti fondamentali per chi deve garantire assistenza quotidiana a un familiare con disabilità. La normativa prevede diverse opzioni, che si adattano alle diverse situazioni familiari ed età del soggetto assistito.Per scegliere la soluzione più adatta è sempre bene valutare attentamente la propria posizione lavorativa e le necessità di cura, così da organizzare al meglio tempi e risorse, senza rinunciare al diritto all’assistenza.
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